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28 Febbraio, Roma si prepara ad un sabato di manifestazioni e tensioni

Da un lato #RenziACasa a Piazza del Popolo, dall’altro il corteo #MaiConSalvini che partirà da Piazza Vittorio. Che forse sarà già occupata.



Image title“Le Associazioni della Resistenza, Anpi, Anppia e Fiap di Roma, esprimono forte preoccupazione per la manifestazione prevista per sabato prossimo a Roma in piazza del Popolo, promossa dalla Lega Nord con l'inquietante partecipazione di Casa Pound. Roma città Medaglia d'Oro per la Resistenza è stata già sufficientemente offesa in questi anni da personaggi come Salvini che oggi si unisce alla destra nostalgica, cercando consensi nel diffuso disagio sociale. Comunichiamo la nostra adesione alla protesta che si snoderà con un corteo per le strade di Roma nella stessa giornata per riaffermare la cultura democratica e antifascista della nostra città”.

Il comunicato stampa a firma ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italiani – fa capire, bene, come sabato, per Roma, sarà un nuovo banco di prova. Dopo i fatti di Roma– Feyenoord, che raccontano ancora di polemiche e rinvii di responsabilità, manifesteranno due cortei che nelle idee - e nei fatti - non potrebbero essere più lontani. Da un lato a Piazza del Popolo, saranno presenti i gruppi che si rifanno a Matteo Salvini che con la sua “Renzia casa” conta di portare a Roma circa 50 mila persone fra appartenenti e simpatizzanti alla Lega Nord. Con lui, anche Fratelli d’Italia, Casapound, e interventi di altri esponenti politici come quello – fanno sapere fonti organizzative - del leader del Front National francese, Marie Le Pen che invierà un videomessaggio di saluto e sostegno. Sul versante opposto della città, invece, manifesteranno i gruppi che si raccolgono dietro l’iniziativa “Mai con Salvini” per una protesta che comprende partiti della sinistra come Rifondazione Comunista e SEL, ma anche appartenenti ai movimenti per la casa, per l'acqua pubblica, l'ANPI e alcune associazioni studentesche. I motivi che muovono questo contro corteo li raccontano gli stessi organizzatori: "Pensiamo che Roma non possa essere utilizzata come una passerella elettorale da personaggi che nel corso degli anni l'hanno continuamente denigrata, definendola "ladrona" e o anche peggio. A tal proposito, il nostro impegno deve essere quello di dare vita ad un processo partecipativo che sia al contempo capace di far vivere il rifiuto e la netta opposizione che la nostra città deve dimostrare in questa occasione. Salvini ed i suoi epigoni, siano essi ripuliti dagli scandali politici o da altre nefandezze di cui si sono macchiati lontani dai riflettori, non devono sfilare nel centro di Roma".

Piazza Vittorio è già pronta a manifestare#MaiConSalvini. Le voci delle persone che si ritroveranno sabato in PiazzaVittorio Emanuele all’Esquilino si sono raccolte una prima volta oggi, alle 11:00 per la conferenza stampa di presentazione dell’evento. “Non capisco come si possa anche solo pensare di votare Salvini – racconta Michela, 23 anni, studentessa di Lettere alla Sapienza – uno che fino a ieri voleva la Padania, che oggi dice che l’euro è la causa ogni male e ieri diceva che il sud l’euro non se lo meritava”. Le parole sono simili nelle varie persone che si fermano e parlano, ma oltre alla opposizione al segretario della Lega Nord, gli organizzatori precisano un altro elemento che li ha spinti a scendere in piazza il 28 febbraio. Lo spiega, fra gli altri, Stefania Zuccari, madre di Renato Biagetti, il ragazzo assassinato la sera fra il 26 e il 27 agosto 2006 a Focene: ad ucciderlo, la mano di due ragazzi di neanche 20 anni appartenenti all’area di estrema destra. Da quel giorno l’impegno nella lotta al neo fascismo, il Comitato Madri per Roma, il Renoize. Perché, lo dicevamo, c’è un altro motivo dietro #MaiConSalvini ed è quello che la stessa Stefania riassume con “… a Roma non c’è spazio per i fascisti”. “E allora - raccontano ancora nella piazza - bisogna scendere in strada per ricordare che Roma ha già avuto il fascismo e l’ha cacciato”.

#RenziACasa. Qualche centinaia di metri più avanti, in via Napoleone III, la sede di Casapound, ma la vicinanza è solo fisica con il gruppo di piazza Vittorio. Qui, infatti, il gruppo romano ha deciso di partecipare alla manifestazione con Salvini. Quisi raccolgono pensieri, idee, volontà del gruppo di destra che sabato sarà presente a Piazza del Popolo. “Sabato ci sarà una grande manifestazione popolare – si legge nel comunicato di Casapound - Decine di migliaia di persone che in piazza del Popolo combatteranno il governo dei poteri forti di Renzi, rivendicando la Sovranità dell'Italia. L'estrema sinistra come al solito, senza idee e proposte di nessun tipo, con un atteggiamento chiaramente provocatorio, pretende di partire da piazza Vittorio (a pochi metri da Casapound) e di sfilare per le vie del centro di Roma con l'intento palese di attaccare, anche fisicamente, la manifestazione di piazza del Popolo. E' intollerabile che venga permessa una contromanifestazione con questi toni e modalità. Per questo noi presidieremo la nostra piazza dalla mattina”. Contro Renzi, quindi, ma non solo, perché, dicono, “Salvini è l’unico che ha alzato la testa. Noi vogliamo ridare diritti alle famiglie italiane e saremo in piazza con lui”.

Rischio doppia presenza. Le manifestazioni resteranno comunque separate. Forse. Perché dalla Questura fanno sapere di avere notizie circa probabili infiltrazioni estremiste in entrambi i gruppi, che potrebbero incrociarsi quando il secondo da Piazza Vittorio arriverà fino a Via del Corso, in zona Sant’Andrea della Valle, a poca distanza quindi dal raduno di Salvini.Non solo. Perché pur se non ancora ufficialmente approvata – ma fanno sapere gli organizzatori, il sì è imminente – la giornata di #MaiConSalvini rischia di trovare Piazza Vittorio già occupata. Da Casapound infatti fanno sapere che hanno pronta una contromanifestazione che partirà alle 10:00 della mattinata del 28, “contro le provocazioni dell'estrema sinistra  per rivendicare l'italianità di piazza Vittorio”. Ma anche in questo caso, la Questura si è riservata l’approvazione che potrebbe annullare o confermare il raggruppamento.