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A partire da oggi apre nella Capitale la mostra "L'Arma, custode della Memoria"

Per l'occasione verranno presentati al pubblico cinque, pregevolissimi affreschi che erano stati trafugati dall'area archeologica di Paestum; presente il Ministro Franceschini ed il Comandante Generale dell'Arma, Del Sette



© Provinciale Carabinieri di Roma - Sala Stampa

L'Arte ha sempre un sapore particolare, in particolare per i palati amanti dell'antichità: ciò diventa ancora più succulento se si tratta di opere sottratte illecitamente e successivamente restituite al grande pubblico. E' il caso della mostra aperta oggi presso il Museo storico dell'Arma dei Carabinieri in Piazza Risorgimento, a Roma. Nel corso di tale momento - durante il quale è tornata in sede la prima Bandiera di Guerra dell'Arma, dopo sette mesi di restauro - sono stati presentati al pubblico cinque reperti ad affresco di epoca antica (IV-III sec. a.C.), precedentemente sottratti all'area archeologica di Paestum e successivamente recuperati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Una restituzione che ha assunto i toni di un evento solenne, stamane, in quanto all'inaugurazione hanno preso parte il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, On. Dario Franceschini, oltre che il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette. Nel corso della mostra, che sarà aperta al pubblico con ingresso gratuito sino al 10 gennaio 2016, si è si è discusso su tutti gli aspetti investigativi che hanno portato al recupero dei preziosissimi reperti, grazie al considerevole sforzo profuso in particolare dal dal Reparto Specializzato dell’Arma a favore della cultura e dell’arte.

Recuperi che vengono da lontano. Era il 1995 quando la Procura casertana di Santa Maria Capua Vetere avviò una vasta campagna di indagini per debellare la piaga della ricettazione di reperti archeologici: nel mirino, un trafficante di opere d'arte che morì presso Cassino, nel corso di un incidente stradale. Grazie ad intercettazioni e successive perquisizioni è stato possibile risalire all'abitazione, dove il trafficante custodiva un'ingente provvista di reperti archeologici, di indubbia provenienza illecita, in quanto ancora coperti di materiale terroso e dunque frutto dell'attività di tombaroli specializzati in scavi clandestini. Una successiva schedatura ha permesso di inventariare le opere nella Banca dati dei Carabinieri e ad contempo di acquisire informazioni utili sui reperti a partire di un'intensa attività di monitoraggio del mondo antiquariale: l'Arma ha potuto così rintracciare i cinque pannelli ad affresco, costituenti porzioni di tombe dipinte con scene affrescate sannitico-campane del IV-III secolo a. C., con l’immagine di personaggi femminili in atto di offrire doni - Domina con ancelle -  e guerrieri, a seguito dell’autorizzazione della Procura della Repubblica di Roma. Le porzioni di affreschi, restituiti al MiBACT per la pubblica fruizione, provengono dalla tomba dell’eroe di Poseidonia-Paestum e mantengono intatta - pur col peso di secoli di storia - una bellezza ed un decoro senza precedenti.