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A Roma i Bassifondi del Barocco: quando il vizio incontra la pittura

Inaugurata lo scorso 6 ottobre, l'esposizione delle oltre cinquanta opere sarà aperta fino al 18 gennaio 2015, nella splendida cornice della Grandes Galeries di Villa Medici



"Riunione di bevitori", di Bartolomeo ManfrediSiamo abituati a pensare alla città di Roma come ad un capolavoro poliedrico, frutto di epoche, di stili, di architetture ardite, di opere faraoniche tutte differenti ma che nel corso dei millenni le hanno dato lustro e prestigio. Siamo abituati soprattutto a pensare che la Città eterna sia sempre stata un angolo dorato e luminoso del creato.. ed invece, come direbbe il famoso proverbio non è tutto oro ciò che luccica: parallelamente alla città delle luci, Roma ha sviluppato nel tempo anche un lato oscuro, un lato fatto di ombre e di vizio che, nel periodo barocco specialmente affascinò l’operato di pittori di grido, i quali tradussero questo lato oscuro in opere non sempre conosciute, ma di sicuro apprezzabili e ricche di spunti. Così, l’Accademia di Francia di Roma ha colto la palla al balzo presentando, lo scorso 6 ottobre, la mostra I bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria, che resterà aperta fino al 18 gennaio 2015. Ospitata presso le Grandes Galeries di Villa Medici, la Mostra è curata da Francesca Cappelletti, professore di storia dell’arte moderna dell'Università degli Studi di Ferrara e Annick Lemoine, responsabile del dipartimento di Storia dell'arte dell'Accademia di Francia a Roma e professore all’Università di Rennes 2.

Voluto nel solco della collaborazione iniziata tra tra l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e il Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris (dove l’evento farà tappa successivamente, precisamente dal 24 febbraio al 24 maggio 2015), il percorso espositivo presenta oltre cinquanta opere, realizzate in un arco temporale che copre tutta la prima metà del seicento e che, come accennato, vede tutta una trasversalità di artisti europei impegnati come protagonisti. Così, dall’Italia alla Spagna, dalla Francia alle Fiandre, passando per l’Olanda, l’esposizione si apre al visitatore come un ideale convegno di grandi firme: Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Jan Miel, Sébastien Bourdon, Leonaert Bramer, Bartolomeo Manfredi, Jusepe de Ribera, Pieter van Laer, solo per citarne alcuni. Il novero di riferimento è naturalmente l’area caravaggesca, che è stata ai tempi quella più incline a raccontare e quasi fotografare la realtà dell’epoca, senza però tralasciare l’importante contributo dei bamboccianti che raccontano su tela la vita nella campagna romana e dei paesaggisti naturalizzati italiani: una realtà non bella, fatta di vita notturna e di miseria, ricomposta come in un puzzle grazie al contributo di musei europei e collezioni private. La Mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 11.00 alle 19.00. Il Biglietto è comprensivo di visita guidata di Villa Medici e giardini adiacenti. L’ultimo ingresso alle ore 18:30 e vi è possibilità di visita guidata tutti i martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica alle ore 17.00 (per i visitatori di lingua francese) ed alle ore 17.45 (per i visitatori di lingua italiana).