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A Roma, Il prossimo 20 giugno, nuova mobilitazione nazionale per la Famiglia

La manifestazione, che si svolgerà in piazza San Giovanni è promossa dal comitato "Difendiamo i nostri figli" e dagli enti che si oppongono all’insegnamento gender nelle scuole.



Image titleL’ondata di manifestazioni per la rivendicazione e la riaffermazione dei diritti sociali, che in questi giorni sta attraversando le strade della capitale, continua inarrestabile: mentre sabato 13 giugno andrà in scena il clou del Roma Pride, con il corteo che sfilerà in pieno centro accompagnato dal sindaco e dalla giunta capitolina, già si profila al termine della settimana successiva una nuova manifestazione, stavolta però di segno totalmente opposto. Sabato 20 giugno infatti scenderanno in piazza le famiglie, genitori e figli, nell’ambito di una più grande mobilitazione nazionale. Questa manifestazione pro-famiglia si aprirà alle ore 15.30; essa è promossa dal comitato "Difendiamo i nostri figli" a cui aderiscono personalità provenienti da diverse associazioni, tra i quali Simone Pillon, Giusy D'Amico, Gianfranco Amato, Toni Brandi, Filippo Savarese, Costanza Miriano, Mario Adinolfi, Jacopo Coghe, Maria Rachele Ruiu, Paolo Maria Floris, Alfredo Mantovano, Nicola Di Matteo ed il neurochirurgo Massimo Gandolfini, portavoce del comitato. Sarà un momento in cui verrà ribadita l’importanza dell’istituzione matrimoniale naturale, fondata sull’unione tra l’uomo e la donna, nonché la riaffermazione e del diritto dei più piccoli ad avere una figura genitoriale materna ed una paterna. Per gli organizzatori il bambino, in quanto soggetto debole e sensibile, deve “crescere con mamma e papà – e per tale ragione - vogliamo difendere la famiglia naturale dall'assalto a cui è costantemente sottoposta da questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole”. Quest’ultimo passaggio è particolarmente caro alla sensibilità delle famiglie che si rifanno ai principi della dottrina cattolica, recentemente riaffermati dai pronunciamenti di Papa Francesco (che definisce l’insegnamento gender “un errore della mente umana”). Le famiglie cattoliche infatti hanno già preannunciato una partecipazione massiccia e significativa. I promotori ad ogni modo hanno ribadito che la mobilitazione nazionale non è aperta ai soli credenti ma è estesa anche a tutti gli uomini di buona volontà, laici e non credenti che ritengono di opporsi ai recenti progetti di legge, oltre che alle pratica limite dell’utero in affitto.