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Categorie: Dilettanti - Serie D

A tu per tu con Sandro Pochesci: "Dopo la bella esperienza di Ostia sono pronto per allenare una grande in Lega Pro"

L'ex allenatore di Cynthia e Viterbese a tutto tondo: "Il ricordo più bello in biancoviola? Quella vittoria a Montemurlo..."



Sandro Pochesci, ex tecnico dell'Ostia MareBasta Serie D, adesso è il momento di allenare in Lega Pro. Idee molto chiare per Sandro Pochesci che, dopo aver concluso la sua esperienza all’Ostia Mare, si prepara per un’altra stagione ad alti livelli. Il futuro sembra ancora avvolto nel mistero, ma la situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro. 

Allora Sandro la stagione con l’Ostia Mare è finita, le strade ormai si sono separate: che esperienza è stata per te?

Un’esperienza positiva. Ostia è una piazza importante e ho accettato la sfida subentrando a stagione in corso: sai in questi casi non è mai facile. La squadra era partita per vincere il campionato, poi però quando ti ritrovi a esonerare un allenatore (Caputo ndr) vuol dire che hai fatto male i calcoli. Io sono arrivato alla dodicesima di campionato, ho preso l’Ostia Mare all’ottavo posto e l’ho portata al sesto, dopo dei tagli notevoli effettuati a dicembre. Abbiamo valorizzato i giovani: ti dico solo che tutta la squadra Juniores ha debuttato in prima squadra. Io penso che nessuna società nel Lazio abbia fatto esordire 14 under. Peccato per quei quattro punti che non ci hanno permesso di fare i playoff ma tutto sommato la stagione è stata positiva.

Rimpianti?

Direi nessuno, con i giocatori ho sempre avuto un buon rapporto. Ecco, l’unico errore probabilmente è stato quello di giocare nel girone E: secondo me nel raggruppamento delle laziali avremmo potuto fare un ottimo campionato e ce la saremmo giocata con la Lupa Roma fino alla fine. 

Qual è il ricordo più bello dell'esperienza di Ostia?

La vittoria di Montemurlo. Abbiamo giocato con una nebbia pazzesca: noi perdevamo 1-0 e abbiamo chiesto la sospensione. Poi abbiamo ribaltato il risultato e si accesso un bel siparietto con l’arbitro che voleva sospendere la gara ma i guardialinee no; poi gli assistenti si erano convinti ma a quel punto l’arbitro ci aveva ripensato. Insomma, è stata una partita durissima e ho provato delle forti emozioni.

Adesso però stai guardando al futuro, dove ti vedremo il prossimo anno? So che sei stato contattato da alcune squadre di Serie D vero?

Si ma la Serie D non mi interessa. Non voglio passare per snob per carità, però ho 51 anni e mi piacerebbe provare a fare calcio vero in Lega Pro. In D non devo dimostrare più nulla: ho accettato Ostia semplicemente per una sfida personale. Da questa esperienza ho capito che posso dare ancora tanto al calcio, per questo ho preso il patentino per allenare in Lega Pro. Se trovo una squadra bene, sennò vorrà dire che mi divertirò con la mia scuola calcio. 

C’è una panchina in particolare che ti fa gola in Lega Pro?

Una panchina in particolare no. Sono in contatto giornaliero con diverse squadre ma al momento non c’è nulla di certo: la prossima settimana sarà decisiva.