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Categorie: Giovanili - Juniores

Accademia Calcio Roma: 45' minuti giocati da finale

La formazione di Papotto ha fermato la corsa del Tor di Quinto. Fondamentale l'atteggiamento mostrato nella ripresa



Sono spesso i dettagli a fare la differenza in un contenuto. Angoli, piccoli spazi sparsi qua e là, che insieme però aggiungono o sottraggono parte al totale. Positivi o negativi, spostano gli equilibri e, in un gioco come il calcio fatto di pause, riuscire a compattarli dandogli una forma utile allo scopo non è mai né semplice, né scontato. Perché in ogni istante c'è la possibilità di perdere il filo, magari a causa dell’ avversario; il dettaglio più grande durante i 90 minuti. Quindi ci si specchia, si prendono le misure e si capisce dove tagliare o costruire, velocizzare o rallentare. Centimetri, secondi: dettagli che fanno la differenza, appunto. Mercoledì pomeriggio l'Accademia ha trovato, in crescendo, il mix perfetto dei dettagli portando a casa un risultato preziosissimo. Uno di quelli in grado di cambiare volto ad una stagione, anche se un concetto simile nel silenzio degli spogliatoi di tutta Italia viene spesso allontanato "Perché i campionati sono lunghi" "Perché si può fare sempre meglio", dicono. In parte è vero, ma in parte maschera la realtà. 

Fabrizio Papotto, tecnico dell'Accademia Calcio Roma, ora capolista (foto @DelGobbo)La realtà Una realtà costituita da una squadra poliedrica, che risente poco dei cambi in corsa e sa adattarsi al match senza snaturarsi. Breve sintesi del comportamento dell'undici di Papotto. Dopo una prima parte di gara vissuta un po' in apnea (e fronteggiare l'attacco del Tor di Quinto è davvero impresa difficile, ricordiamolo) l'Accademia si è unita sempre più, dopo essere andata in vantaggio. Il gol di Retrosi ha come dato il "la" ad un meccanismo (anzi, un insieme di meccanismi) che attendeva solo di essere azionato. Minuto dopo minuto, fino all'intervallo e soprattutto al rientro in campo. Il secondo tempo dell'attuale co-capolista del girone è stato degno di una finale regionale. Diamanti non è stato praticamente mai seriamente impegnato, anzi, la prima palla gol (nonché la più clamorosa) è stata quella dello stesso Retrosi in apertura di seconda frazione. Il Tor di Quinto ha faticato sempre più nel riuscire ad intessere trame interessanti come nel primo tempo, perché l'Accademia era cortissima nella disposizione delle sue linee ed ha trovato un Morini capace di guidare fisicamente e mentalmente la squadra. L'Accademia ha fatto muovere il suo reparto offensivo in modo tale da essere sempre efficace in entrambe le fasi. L'Accademia si è mossa organicamente su tutto il campo di gioco, distribuendosi in maniera talmente ordinata non soltanto dall'impedire l'offesa, ma di essere sempre in grado di poterla porgere. Insomma, qualcosa che fai quando ti stai giocando tanto. Anche se non si vuole dire, anche se (ancora ?) non è una finale.