Notizie

Al "Fringe Festival" va in scena "I bambini del ghetto" di Monia Manzo

Le vere storie dei bambini vittime del rastrellamento del ghetto di Roma del 1943



La locandina dello spettacoloI Bambini del ghetto è un’opera teatrale scritta e diretta da Monia Manzo, in concorso al "Fringe Festival" 2014, sospesa tra l’arte e il documento storico, tra sogno e realtà. Lo spettacolo si apre (e si chiude) con una canzone in lingua yiddish, capace di creare la giusta atmosfera immergendo il pubblico in un racconto drammatico e dalle tinte forti. Alle immagini dei bambini alle prese con i loro giochi o con un futuro mai divenuto realtà, si intersecano i filmati originali dell’epoca e le lettere scritte dai loro genitori. Il testo è una buona miscela di intuizione ed elementi reali, l’allestimento essenziale. Le proiezioni su telo e la musica dal vivo, che presenta anche due canti in lingua ebraica, costituiscono la scatola video-sonora in cui gli attori operano le azioni rappresentate. Ciò che ne consegue è un percorso lirico/ didascalico, dove lo spettatore riceve delle istantanee emozionali precise, nette. 

Buona la prova degli attori e le attrici: Sarah Mataloni (che ha anche “finemente” interpretato la canzone yiddish “Oyfn Pripetschik”), Marco Giustini, Demian Aprea, Gioia Cellentani, Lorena Tuveri e la stessa Monia Manzo, capaci, ciascuno con la propria “cifra”, di mostrare scaglie di verità ad un pubblico attento e partecipe. Il M° Francesco Paniccia ha curato la parte musicale, modulando le esigenze della rappresentazione, a citazioni melodiche tradizionali. La Manzo ha allestito una performance raffinata e coraggiosa, con uno sviluppo del potenziale scenico omogeneo, anche se a tratti un po’ troppo asciutto. Nel complesso “I bambini del ghetto” risulta uno spettacolo dalla struttura semplice, ma equilibrato e, a tratti, molto emozionante, con un buon livello di tensione per l'intera rappresentazione.