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Al Macro di Roma la celebrazione della fotografia

Fino al prossimo 11 gennaio, tutti al Museo di Arte Contemporanea di Roma per un Festival tutto dedicato ai ritratti



foto©thepostinternazionale.itResterà aperta fino all'11 gennaio 2015 la tredicesima edizione del Festival Internazionale della Fotografia. Ospitato presso il Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO), l'evento si ripropone di gettare luce sull'universo della fotografia, con particolare attenzione al ritratto, che quest'anno è il protagonista assoluto della kermesse. Nato nel 2002 da un'idea di Marco Delogu che al presente ne resta il principale curatore, il Festival ormai è entrato a pieno regime tra le principali manifestazioni a tema con una formula ben congegnata e di testato successo: una collettiva principale ed una serie di esperienze personali tradotte in selezionatissime mostre sparse sul territorio cittadino che dal campo fotografico sconfinano in quello artistico. Perchè in effetti lo scopo del Festival è proprio il seguente: far risaltare gli aspetti preziosi di questo strumento, mediante un circuito di musei, gallerie e sedi istituzionali sparse all'interno della capitale, evidentemente con quartier generale negli spazi del Macro, che consenta dunque a tutta la città, nonché ai partecipanti, una più diffusa e più giusta visibilità. Si va così dal Teatro Biblioteca Quarticciolo al Teatro Elsa Morante,  passando per il Teatro di Tor Bella Monaca. In tale visuale diventa quindi ancor più necessario ed importante proseguire l'esperienza di un festival a tema fotografico: dopo oltre centocinquant'anni di diffusione capillare, prima tra le elite e poi tra tutte le classi sociali, viviamo in un'epoca dove la foto è stata ampiamente sdoganata – e forse anche per questo un po' troppo svilita nella propria dignità – essendo parte integrante e consistente del vissuto di ogni nostro giorno. Quest'ultima affermazione trova una chiara espressione nell'esperienza giovanile (e non solo) dei selfie. Il Festival invece riporta alla ribalta il ruolo primigenio della fotografia, ossia quello di una valida lente di ingrandimento sull'umanità e sulle sue vicende, magari partendo da un piano squisitamente sociale per poi finire a quello più segnalatamente individuale. L'allestimento della Mostra “Portrait” di quest'anno in particolare va in tale direzione: perchè in fondo fare un ritratto fotografico è come aprire una finestra su una storia e su un percorso identitario, fatto di pregi e di difetti, di reali potenzialità e pericolosi limiti.