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Al Macro in mostra "Gli amici di Toti Scialoja"

Dopo 1000Scialoja il museo propone una serie di opere della collezione privata dell'artista: quadri, sculture, disegni e grafiche che documentano sette decenni di amicizie



Image titleA completamento di uno sguardo panoramico sull’opera di Scialoja, dopo 100Scialoja. Azione e Pensiero, Macro propone una serie di opere della collezione privata dell’artista, riunite in Gli amici di Toti Scialoja e Gabriella Drudi. Oltre settanta opere, fra quadri, sculture, disegni e grafiche, che documentano sette decenni di amicizie, rapporti e ricerche in comune, maturati in diversi contesti artistici e culturali, lungo un viaggio che da Roma giunge a New York e ritorno.

L’esposizione è divisa in due sezioni tematiche, con andamento cronologico, partendo da Gli amici italiani, con opere di Afro, Burri, Colla, Corpora, de Pisis, Dorazio, Fontana, Leoncillo, Maccari, Mafai, Mauri, Melotti, Mirko, Morandi, Novelli, Perilli, Rotella, Savinio, Strazza, oltre ai “4 fuori strada”, di cui hanno fatto parte Ciarrocchi, Sadun, Stradone e lo stesso Scialoja, ed altri, con opere tutte da scoprire. Si prosegue con Gli amici dal mondo, con opere di Calder, de Kooning, Gorky, Guston, Marca-Relli, Motherwell, Pepper, Twombly, Rukhin, ecc.

Naturalmente questa selezione, se da una parte conferma la scelta metodologica e scientifica di presentare solo opere provenienti dalla Fondazione Scialoja e quindi di proprietà dello stesso Toti, non esaurisce però il panorama degli artisti più strettamente legati alla coppia; mancano infatti lavori di Renato Birolli e Corrado Cagli per il contesto italiano e di Mark Rothko per quello americano. Complessivamente il dialogo fra le opere di Toti Scialoja e quelle dei suoi amici artisti, partendo dalla seconda metà degli anni Trenta, giunge alla fine del suo percorso, negli anni Novanta, senza tralasciare la sua attività di docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con le opere degli allievi storici Battaglia, Fioroni e Gardini.

Tutti i lavori presentati nelle due sezioni, sono messi a confronto/riscontro con alcune opere sperimentali di Scialoja, proprio per sottolineare l’aspetto della tecnica dell’artista e la sua sperimentazione, nella seconda metà del Novecento, di materiali nuovi e inusuali, anche sotto l’influsso degli artisti amici.

E’ proprio Scialoja a spiegare la sua tecnica, il suo pensiero, i suoi incontri americani nella trasmissione monografica della Rai Autoritratto d’arte contemporanea: Toti Scialoja (1993) di Guidarello Pontani, proiettata in mostra per concessione di RAI Direzione Teche.

Una mostra, quindi, molto personale, intima che pesca anche nella sfera privata di Scialoja e di sua moglie Gabriella Drudi - scrittrice, critica d’arte e traduttrice – co-protagonista delle amicizie artistiche così come delle esperienze, dei viaggi, degli scambi intellettuali ed affettivi.

L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Accademia di Belle Arti di Roma e dalla Fondazione Toti Scialoja.