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Categorie: Dilettanti - Serie D

Albalonga, le parole di Bruno Camerini sul "caso Forcina"

Il presidente del club castellano dice la sua sull'ormai nota vicenda dell'attaccante: "Non sono insensibile, ma non è giusto che ci rimetta solo io"



Da sinistra: Umberto e Bruno Camerini, Gagliarducci e Tomei © Del GobboSta facendo discutere quello che ormai è diventato per tutti il “caso Mirko Forcina”. Abbiamo voluto quindi sentire anche le ragioni del presidente Bruno Camerini, contro cui la grandissima parte dell’opinione pubblica ha puntato l’indice. Una vicenda particolare e pensiamo sia giusto fare una doverosa premessa. Non ci siamo volutamente sbilanciati in giudizi e cerchiamo di spiegare il perché: potremmo discutere e versare fiumi d’inchiostro, com’è già stato fatto e faremo in futuro, sulla questione del vincolo, in quanto è un argomento di attualità, essendo una normativa in vigore solo in Italia e in Grecia. Ma è una norma in essere che ha le sue ragioni e devono per questo essere tenute in considerazione, senza perdere obiettività. Una società di calcio che punta su un calciatore, valorizzandolo, ha attualmente diritto di chiedere un corrispettivo a un altro club che sia interessato alle prestazioni del ragazzo a titolo definitivo o in prestito, fino al venticinquesimo anno d’età, se non è stato pattuito in precedenza il tesseramento annuale. Può piacere o meno, ma è così: e non dimentichiamoci che è prassi consolidata, messa in pratica da tutte le società più importanti di settore giovanile, come Tor Tre Teste, Savio, Tor di Quinto, Urbetevere, Vigor Perconti, ecc. che chiedono un riconoscimento economico anche di un certo rilievo quando cedono i loro migliori giovani a società professionistiche o che militano in Serie D, Eccellenza o Promozione. Il “caso Forcina”, però, fa storia a sé per una semplice ragione: entra in ballo la vicenda personale di un ragazzo di ventidue anni, sposato e con un figlio e senza grandi possibilità economiche, cui viene prospettata l’opportunità di un posto di lavoro a tempo indeterminato dal Fiumicino Calcio. Un giovane disposto a giocare anche in Prima Categoria, o al massimo in Promozione (scelta che a livello calcistico di certo non lo avvantaggerà) pur di cogliere al volo questa occasione. Una scelta anche matura, viste tutte le incertezze del mondo del calcio: una stagione storta, un infortunio, possono cambiare tutto. Di seguito la versione del presidente Bruno Camerini.

Presidente perché non vuole liberare Mirko Forcina? 

“Esiste un regolamento fatto dalla FIGC che stabilisce un tesseramento annuale o fino al venticinquesimo anno d’età e Mirko per altri due anni è legato a noi. E’ un giocatore importante che abbiamo confermato, tra l’altro riconoscendogli un piccolo ritocco sul rimborso, che è tutt’altro che esiguo. E’ un calciatore da più di venti gol l’anno, posso dare via gratis uno come lui? E' giusto che ci rimetta soltanto io? Tanti mi hanno giudicato insensibile, ma devono tenere conto delle spese che sostiene ogni anno una società di calcio. Cedendo i calciatori che sono legati a noi a malapena rientriamo delle spese. Tenga conto che abbiamo dei costi molto contenuti con la scuola calcio: lo scorso anno i bambini pagavano 400 euro di iscrizione più il kit (a 100 euro in più, completo di tutto, ndr), mentre quelli dell’agonistica non pagano, quando da altre parti i prezzi sono molto, molto più alti. Nella prossima stagione questo costo sarà poco più alto relativamente al kit in quanto abbiamo fatto l’affiliazione con il Torino e i ragazzi vestiranno ‘Robe di Kappa’ con il marchio del Toro Football Academy. Abbiamo grandi spese e non ci sono altri imprenditori a supportarmi, è tutto sulle mie spalle. Tanti, anche persone che lavorano con me, pensano che abbia un ritorno economico dal calcio, visto che ci sono dentro da più di trent’anni, ma non è così: lo faccio per semplice passione”.

Cosa le ha dato fastidio delle parole di Mirko? 

“Del suo discorso nulla, anzi mi ha fatto piacere che abbia speso belle parole nei riguardi miei e della società. Piuttosto credo sia mal consigliato e mi hanno dato molto fastidio le voci messe in giro da alcuni. Non seguo i social network, però mi sono state riportate parole pesanti da parte di persone dell’ambiente calcistico che hanno strumentalizzato la vicenda in maniera indecorosa. Ritengo che Mirko potesse rimanere da noi e poi trovare un lavoro. Ho tanti giocatori che hanno lavorato o lavorano tutt’ora per me: Daniele Ferrini ad esempio, che poi ha trovato un altro incarico. Stefano Rocchi classe 1971 e Andrea Del Grosso sono ancora miei dipendenti, così come Stefano Tricarico ed Alessandro Bucri che era stato preso in giro da tanti club prima di venire da me. Quando offro un lavoro, lo do per la vita”.

Perché non offre un posto di lavoro a Forcina? 

“Sono una persona seria e in questo momento non ho la possibilità di darglielo”.

Ci sono possibilità che lei possa liberare il ragazzo? 

“Sinceramente non è giusto che un giocatore di ventidue anni pretenda il cartellino gratis. Se un club lo vuole, deve venire da me e ne possiamo parlare”.

A nostro giudizio questa è un’occasione d’oro per scrivere una bella pagina di calcio: se si riuscisse a mettere da parte l’orgoglio e se l’Albalonga (abbassando le pretese per il prestito del giocatore) e il Fiumicino (reperendo, come ci risulta stia facendo, una piccola cifra per convincere il club castellano) decidessero di venirsi incontro, ci potrebbe essere il lieto fine. E’ quello che auspichiamo, per il bene di un ragazzo che non è giusto smetta di giocare a calcio. Fatelo per Mirko…