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Categorie: Dilettanti - Serie D

Albalonga, parla Gagliarducci: "Ci vogliamo divertire"

Quattro chiacchiere con il tecnico dei castellani, che dopo sette giornate si ritrovano meritatamente in testa alla classifica



Cristiano GagliarducciUn avvio di campionato da applausi quello dell'Albalonga, la matricola terribile del girone G che dopo sette giornate guarda tutti dall'alto. Buona parte delle sue fortune la squadra castellana le deve sicuramente al suo condottiero, Cristiano Gagliarducci: figura forte e carismatica, ma anche allenatore estremamente preparato, il tecnico di Colleferro ha saputo trasmettere tutta la sua esperienza, accumulata durante una carriera da calciatore di tutto rispetto, alla sua squadra, e la personalità di Gagliarducci si riflette sull'atteggiamento che hanno in campo i suoi uomini.

Mister, ti saresti aspettato prima dell'inizio del torneo che dopo sette giornate avreste guardato tutti quanti dall'alto?
"Onestamente no, ma se siamo qui vuol dire che ce lo siamo meritato. A noi piace vincere, e questo inizio di campionato ci dà uno stimolo ulteriore per migliorare ancora, non vogliamo sicuramente smettere. Godiamoci il momento, perché ci sono realtà più attrezzate di noi".

La tua squadra ha un atteggiamento molto offensivo, crea e segna molto, e di conseguenza qualcosa concede sempre. Come descriveresti la tua filosofia di gioco?
"Non mi piace subire, voglio sempre cercare di produrre gioco, anche contro squadre più forti della mia. Prima o poi il goal lo prendi sempre e se hai una mentalità difensivista ti sarà sempre difficile recuperare ad uno svantaggio, preferisco quindi giocarmi le partite, cercando di sviluppare almeno 3-4 idee di gioco diverse nel corso del match".

Questa è sicuramente una domanda che ti avranno posto in tanti: come è stato il processo che dal rettangolo di gioco ti ha portato ad allenare?
"E' stato tutto piuttosto naturale, anche quando giocavo ero una sorta di allenatore in campo, specialmente negli ultimi anni della carriera. Ho semplicemente pensato: proviamoci. All'inizio non ero sicuro che avrei fatto bene ma poi col passare del tempo mi sono sempre sentito più a mio agio, l'importante è riuscire a far sì che i ragazzi ti seguano, che ti rispettino, ma che soprattutto capiscano cosa tu vuoi da loro".

Un murale raffigurante il tecnico foto©facebookQuali sono gli obbiettivi che vi siete posti ad inizio stagione? Dopo questa partenza sono forse cambiati?
"Non vogliamo essere delle comparse. Quest'estate abbiamo costruito la squadra con i mezzi che avevamo a disposizione, sicuramente inferiori a quelli di altre società, ma sono sicuro che faremo un buon campionato. Ci piace vincere ed ovviamente siamo molto orgogliosi di stare dove stiamo, ma bisogna essere realisti: squadre come la Viterbese, e penso anche il Grosseto che però non ho ancora potuto affrontare, sono più attrezzate. Ma noi ci vogliamo divertire".

Per concludere mister: è risaputo che gli allenatori difficilmente vogliano parlare dei singoli giocatori, ma due parole su questo incredibile inizio di campionato di Wilson Cruz?
"Conoscevo già bene Wilson, sapevo delle sue grandi qualità umane e della capacità del ragazzo di fare spogliatoio. Vorrei sottolineare molto queste sue doti, ed inoltre è uno che si sacrifica molto in campo, riesce a fare reparto da solo. E quindi che faccia anche tanti goal è solo che di guadagnato".