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Alberone, la Promozione non è un miraggio

La capolista del girone D, al suo terzo anno in Prima Categoria, è pronta per fare il salto in Promozione. Il presidente Centra ci crede: «Possiamo farcela»



Il presidente dell'Alberone, Emanuele CentraL’Alberone sta coltivando il sogno di un salto in Promozione. La squadra del presidente Emanuele Centra è nel momento più importante della sua giovane storia, iniziata nel 2010. «Rilevai il titolo dei Forti e Tenaci partendo dalla Seconda categoria e ora questo è il nostro terzo anno in Prima – dice il massimo dirigente capitolino – Siamo primi in classifica con merito, sul campo abbiamo ottenuto 49 punti anche se al momento i tre della vittoria di Vicovaro sono “congelati” per un ricorso della squadra avversaria che a nostro modo di vedere non andrà a buon fine. Con quei punti saremmo a +4 da una formazione di grande blasone come il Tivoli calcio 1919, ma sapevamo di aver allestito un organico importante senza sbandierarlo ai quattro venti». Una rosa costruita anche grazie alla sapienza del direttore sportivo Ivano Petrini e affidata alla competente guida di mister Gianluca Ceppitelli. Lo staff dell’Alberone si compone anche dei dirigenti Enrico Venturi, Fabrizio Palandro e Franco Capasso, del preparatore dei portieri Massimo Fiorentino e del massaggiatore Francesco Garitano. La squadra gioca al campo “Pionieri” di San Basilio dove domenica scorsa ha sfoderato un’ottima prestazione battendo 4-0 il Setteville: in rete per i padroni di casa Composto (autore di una doppietta), Pedalino e Politanò. Nel prossimo turno, però, il compito della capolista del girone D di Prima categoria sarà sicuramente più difficile. «Faremo visita al Castelverde che è quinto in classifica assieme al Vicovaro e certamente sarà una gara dura per noi – pronostica Centra -, ma se facessimo un risultato positivo lanceremmo un segnale molto importante a tutte le avversarie». In attesa di sapere se riuscirà a concretizzare il suo “sogno Promozione”, il presidente dell’Alberone pensa anche al futuro. «La speranza e la voglia è quella di formare un settore giovanile perché sappiamo bene quanto conti la base per la continuità di una società» conclude Centra.