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Categorie: Giovanili

Alitalia: parola al direttore tecnico Ezio Sella

Chiacchierata a tutto tondo con l'ex calciatore ed allenatore, che ora ha scelto la società del presidente Minotti



Chiacchierata a tutto tondo con l'ex calciatore ed allenatore, che ora ha scelto la società del presidente Minotti

Come e quando nasce la sua avventura con l’Alitalia Calcio? "Questa avventura sportiva nasce due anni fa, quando mi hanno presentato il Presidente Davide Minotti e il Vice Presidente Carlo Foschi. Sin dall’inizio c’è stata una particolare sintonia, abbiamo parlato di calcio e del loro progetto, serio ed ambizioso. È basta una chiacchierata per entrare a far parte della famiglia Alitalia Calcio, una società in continua crescita sia in termini organizzativi che sul profilo tecnico – sportivo. Lei che è stato prima calciatore e poi allenatore professionista"

Ezio SellaCome valuta oggi il sistema calcistico italiano e nel particolare il valore dei nostri settori giovanili? "Personalmente reputo il calcio giovanile italiano da sempre valido e tra i migliori al mondo. Sono tante le società professionistiche che lavorano alla grande cercando di valorizzare al meglio i loro atleti: la Roma, la Fiorentina, il Torino, l’Atalanta, solo per citare alcuni dei migliori settori giovanili d’Italia. Tanti sono i club che per esperienza e tradizione puntano forte sulla crescita dei ragazzi. Noi che viviamo la realtà del calcio romano, sappiamo bene che esistono anche società dilettanti che ogni anno regalano giovani calciatori al mondo del professionismo. Quello che ci manca, rispetto all’estero, è il coraggio di farli esordire, di farli giocare nelle prime squadre, spesso frenati dalla presenza di atleti stranieri che sono di pari livello o addirittura inferiori. Dovremmo dare più spazio ai nostri ragazzi, fargli fare esperienza perché i valori ci sono sempre stati ed oggi come in passato. 

In veste di Direttore Tecnico dell’Alitalia Calcio, sappiamo bene che curate in particolar modo la selezione dei tecnici che vanno ad allenare le vostre squadre. Ci può definire in grandi linee il profilo ideale di un istruttore di Scuola Calcio?  "Al di là di ogni aspetto tecnico e tattico, ciò che ci preme è il profilo caratteriale e la capacità comunicativa e di insegnamento che l’istruttore deve avere. Ci piace ripetere che noi siamo alla ricerca di “educatori dello sport” e non di allenatori, in particolar modo lavorando sulla Scuola Calcio. Il nostro profilo ideale deve saper trasmettere i valori più puri dello sport, deve rendere partecipi i ragazzi della passione più sana per il calcio, valorizzando aspetti quali la cultura sportiva, l’etica, il rispetto e il senso di appartenenza che oggi troppo spesso si perdono dietro ad un risultato sportivo. Ovviamente essenziale è la competenza tecnica, ma prima di tutto vogliamo un educatore e poi un tecnico competente" 

Premessa l’importanza valoriale dello sport e del calcio nel vostro caso. Su quali principi si basa la sua idea di calcio? "Ciò che chiedo ai miei istruttori è un continuo e costante lavoro sulla tecnica di base. Parliamo di Scuola Calcio e di bambini nel pieno della crescita: è qui che dobbiamo dargli le fondamenta, è in questo momento che dobbiamo creare le basi per la loro crescita sportiva. Troppo spesso viene data importanza ad altri aspetti tralasciando le nozioni base. Per me e qui all’Alitalia è esattamente il contrario. Attraverso esercitazioni, giochi e percorsi individuali ogni giorno lavoriamo sulla tecnica di base perché la riteniamo l’essenza del calcio. Il nostro vuole essere un percorso graduale di qualità e non di quantità e perciò non possiamo prescindere dalla cura dei dettagli, offrendo a tutti la possibilità di migliorare e crescere insieme a noi."