Notizie
Categorie: Giovanili - Giovanissimi

Alla scoperta dei migliori intermedi classe 2001

Simone Crudo, Damiano Ferrarini, Simone Orsili e Diego Zorli: quattro mezz'ali dalle grandi potenzialità



Quello del centrocampista è un ruolo affascinante, contando il delicato compito di fare da raccordo tra la fase difensiva e quella offensiva. Data la vastità dell'area di gioco che può occupare, a tale giocatore occorrono resistenza fisica, passo regolare, abilità nei passaggi, brevi o lunghi che siano, tempi d’inserimento e buone doti di tiro. Delle diverse interpretazioni che di questa posizione sono praticabili, quella della mezz’ala è sicuramente una delle più interessanti. L'intermedio o mezz’ala è il giocatore che primariamente si dedica alla fase di spinta ma anche a quella di interdizione, più comunemente impiegato nel centrocampo a 3 affianco ad un regista. E allora diamo un’occhiata ai migliori interpreti di questo ruolo nel campionato Giovanissimi Elite, riservato ai classe 2001.


Crudo vs San Lorenzo al Bini ©Paolo LoriSimone Crudo (Lodigiani) Si comincia con il folletto de La Borghesiana: Crudo è un punto fermo della formazione di Santucci. Fisicamente non è molto prestante, ma la sua tecnica sopperisce benissimo a tale mancanza. Mancino molto estroso, è abilissimo nel dribbling, ha gran passo (lo si nota dall’enorme intensità che mette in campo in ogni partita) ed apporta il suo contributo anche in fase realizzativa. Finora, infatti, ha messo a segno 2 gol in campionato ed altri 2 nel Memorial Bini, lasciando intravedere non solo una buona predisposizione alla conclusione da fuori area, ma anche concretezza e cinismo sotto porta. La qualità di questo giocatore nello stretto è testimoniata anche dal fatto che l’anno scorso veniva utilizzato come esterno offensivo, quindi la duttilità è una sua altra grande prerogativa.


Ferrarini in campo ©Laura Del GobboDamiano Ferrarini (Nuova Tor Tre Teste) Quando vuole fare un po’ di turn-over, facendo rifiatare i titolari, mister Alfonsi, comunque, a Ferrarini non rinuncia mai. Troppo importante il suo apporto in mezzo al campo nell’economia della partita, e, soprattutto, nell’equilibrio della squadra. In zona mediana tanta personalità, tanta corsa e tante azioni trasformate da difensive in offensive: questo giocatore è il “tuttofare” della compagine rossoblu, che quando aumenta il ritmo della propria prestazione, automaticamente fa crescere il rendimento di tutta la formazione. Un suo limite è quello di perdere, talvolta, lucidità in corso d’opera nella gestione di alcuni frangenti di gara; tuttavia bilancia con una discreta attitudine al gol, come provano le tre marcature messe a segno finora in campionato.


Orsili in campo ©Laura Del GobboSimone Orsili (Urbetevere) Quando si dice qualità e quantità. Bravo ad interpretare sia la fase di interdizione che quella di impostazione, il centrocampista agli ordini di Brunelli è un giocatore moderno, che si distingue per la mentalità con cui gioca, la presenza che fa sentire in mezzo al campo, ma soprattutto (forse questa la sua prerogativa migliore) la costanza nel fornire prestazioni positive. Da migliorare sicuramente la tecnica, tuttavia di Orsili sorprendono l’abilità nel correre con logica per aiutare al meglio la squadra e la capacità nella scelta del tempo, in particolar modo per effettuare un inserimento in fase offensiva. La sua vena realizzativa esplicita tale fattore: 3 sigilli in campionato, 1 nel Memorial Bini ed 1 alla Lorex Cup: numeri che da soli riassumono tutte le caratteristiche descritte finora.


Zorli in azione ©Paolo LoriDiego Zorli (Tor di Quinto) Un calciatore completo, totale: il tecnico Schiavi l’ha capito, lo tiene a mente e di conseguenza lo ha reso un pilastro fondamentale del suo collettivo. Dal punto di vista caratteriale, questo giocatore è un trascinatore in campo, cercato spesso dai compagni; da quello tecnico-tattico, la qualità che colpisce di più è la sua capacità balistica. Autore di diversi bei gol da fuori area, Zorli non è bravo solo nel finalizzare in maniera spettacolare la manovra, ma anche nel costruirsi al meglio l’opportunità. Notevoli infatti anche la sua inclinazione al dribbling e la capacità di lettura delle transizioni. Può capitare che sia discontinuo nell’arco di una sfida, ma quando si accende, i risultati sono devastanti: 3 reti in campionato, 5 nel Memorial Bini. Numeri importanti per un giocatore importante.