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Alla scoperta di una Roma sempre più bella e mai vista

Dalle arcate del Colosseo alla torre del Campidoglio, piccole e grandi occasioni “inedite” da visitare nella Città Eterna



foto©GazzettaRegionaleSi sa che le grandi città d’arte sono come gli artisti stessi: ogni evento che accade loro offre occasione per parlarne un po’ e per poter scoprire qualcosa di più della loro storia. Roma non è da meno, anzi, per certi aspetti può essere vista a pieno titolo come la capofila di quelle grandi città che, più avanti si va, e più c’è da scoprire, scandagliare, raccontare, sottraendo al buio del tempo una storia inedita e via via dei particolari del tutto affascinanti. Ed è così anche per la settimana che va concludendosi dove tutto, anche un semplice intervento di manutenzione ordinaria, ha dato motivo di interesse. Lunedì scorso infatti, per improrogabili motivi di sicurezza, in Campidoglio si è proceduto alla sostituzione della carrucola che mantiene sospese le campane del torre, comportando così che il primo tra gli orologi civici della Capitale osservasse un giorno di “riposo”: un intervento straordinario sì, ma tutto sommato nella norma se non fosse per il fatto che si è trasformato in un piccolo evento cui hanno assistito, nell’arco della giornata, decine di turisti di passaggio, incuriositi dall’andirivieni degli addetti ai lavori e rapiti dalla bellezza della celebre torre, progettata al sommo del Palazzo senatorio dal genio di Michelangelo Buonarroti. Poco più in là, sempre nelle giornate scorse, una scoperta di peculiare importanza ha portato di nuovo alla ribalta il Colosseo e la sua storia millenaria. Sotto la coltre di smog e di agenti atmosferici che ne hanno segnato la storia – e che sta venendo via grazie al restauro intrapreso poco più di un anno fa - ’Anfiteatro Flavio ha restituito l’originale segnatura rossa che sotto le arcate andava a numerare gli ingressi degli spettato e, un po’ come avviene nei nostri stadi attuali, a dividerli per settori. Un risultato possibile solo grazie all’intervento di conservazione a base di acqua nebulizzata che ha permesso di smacchiare le pietre delicatamente e quindi di fare la clamorosa scoperta: solo quattro fornici non sono interessate dai contrassegni, mentre nelle restanti è evidente questo segno rosso che, costantemente riapplicato, ha finito poi per conservarsi più a lungo dei anni stimati dagli studiosi. Ed anche questa sarà una piccola chicca che i turisti potranno presto vedere con i propri occhi, a lavori conclusi, ammirando così, ancora una volta la storia senza eguali che accompagna questa Capitale tanto ricca d’Arte quanto bisognosa di cure, che il mondo intero ci invidia.