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Allievi Serie A e B, la carica di Luigi Marsella: "Frosinone, voglio puntare alle finali. Sognare è lecito"

Le prime parole dell'allenatore ciociaro da questa stagione di nuovo alla guida degli Allievi Nazionali, con cui due anni fa ha vinto tutto



Luigi Marsella ai tempi dello scudetto Allievi LegaproC’è un campionato in particolare che tutti gli amanti, appassionati e addetti ai lavori del settore giovanile del Frosinone non potranno mai dimenticare. Sulla bacheca gialloblu l’annata è in bella evidenza, la stagione 2011-2012 è sicuramente quella che ha riservato maggiori soddisfazioni, non solo per il tricolore Berretti conquistato dai ragazzi di Roberto Stellone, ma anche per il doppio trionfo degli Allievi Legapro di Luigi Marsella. In quella fantastica annata il suo gruppo, composto principalmente da ragazzi sotto età del ’96, riuscì a vincere prima il titolo italiano riservato ai club di Prima e Seconda Divisione, poi addirittura la Supercoppa contro la Sampdoria. Successi straordinari che hanno scritto la storia del Frosinone e della categoria Allievi, nella sua veste inedita di campionato diviso tra club di Legapro da una parte e squadre di Serie A e B dall’altra. Ora Luigi Marsella, dopo due anni alla guida della Berretti, è pronto a riprendersi la panchina Allievi Nazionali, con la stessa voglia di conquistare traguardi impossibili. Anche se stavolta di fronte ci saranno le migliori formazioni d’Italia, l’obiettivo resta sempre il medesimo: dare l’opportunità ai ragazzi di crescere con un’idea precisa di gioco, senza abbandonare l’ambizione di poter scrivere ancora una volta la storia di questa categoria e della società ciociara. 


Mister Marsella, dopo due anni di Berretti si torna alla guida degli Allievi Nazionali. Stavolta però vi confronterete con le squadre di Serie A e B… 

“Lo stimolo è altissimo, è un campionato riservato a pochi tecnici. Ho grande entusiasmo e voglia di misurarmi con allenatori importanti, che magari hanno appena appeso gli scarpini al chiodo. E’ una mini serie A con Palermo, Fiorentina, Roma, Napoli, Lazio. Abbiamo grandissime motivazioni, l’obiettivo di crescere e migliorarsi. Sinceramente lo considero un passo avanti dopo gli allievi Legapro e la Berretti, era giusto provare a fare qualcosa in più. Per me è un salto di qualità. La società mi ha proposto questa panchina e io ben volentieri ho accettato. E’ come se dovessi finire il mio percorso nelle giovanili prima di prendere una prima squadra.” 


 Vorrebbe allenare i più grandi? 

“Una prima squadra nel tempo ci sarà, adesso però il mio obiettivo è terminare questo percorso nel migliore dei modi. Continuare a fare esperienza, percorrendo tutte le tappe. Voglio un calcio propositivo, bello e divertente. Che sia basato sulla crescita e sulla formazione dei ragazzi.” 


Lei, assieme al gruppo ’95-’96, ha scritto la storia di questo club e del campionato Allievi Legapro. Che ricordo ha di quella stagione in cui vinceste scudetto e supercoppa? 

“Bellissimo, qualcosa di leggendario. Credo che nessuno mai riuscirà ad eguagliarci, lo dimostra il fatto ogni anno le squadre campioni Allievi Legapro poi subiscono pesanti sconfitte nel faccia a faccia di supercoppa. Per me è un orgoglio che ripaga il lavoro certosino e di primissima qualità che abbiamo fatto. Noi non siamo Roma, Milan o Inter che possono prendere i giocatori migliori, i nostri risultati sono frutto di grande qualità, organizzazione, spirito di sacrificio.”


Quest’anno però le ambizioni saranno diverse...

“Quando inizio un nuovo campionato io voglio sempre vincere, anche quest’anno, anche se sembra utopia. Voglio puntare alle finali, sognare è lecito.”


Come mai nella Berretti non siete riusciti a ripetervi?

“Quest’anno essersi qualificati è stato come vincere uno scudetto, non avevamo valori assoluti come due stagioni fa. Un anno è mancata la rosa, se non ci fosse stato casino con la Nocerina sarebbe andata anche meglio. La stagione scorsa non ho avuto i ricambi che c’erano negli allievi, come qualità di rosa. Molti dei ragazzi che avevo ereditato mentalmente non ci credevano più. Oggettivamente quest’anno il massimo era la qualificazione alle finali. Strada facendo abbiamo perso giocatori importanti. L’obiettivo minimo comunque è stato centrato.”


Tra giovani in prima squadra e risultati sul campo, il Frosinone sta lavorando bene…

“Certamente, se noi consideriamo che avrà 30-40 giocatori in prestito, più altri ragazzi dati a società di Serie A e B, più tutti i talenti arrivati in prima squadra (Frabotta, Gori, Ranelli, Palombi, ecc.), possiamo dire che il Frosinone è tra le prime società italiane per quanto riguarda il vivaio. Merito della continuità che Ernesto Salvini sta dando al progetto gialloblu e dei risultati ottenuti in questi anni.” 


In questo ambito come può migliorare il Frosinone?

“Potenziando le strutture, costruendo una cittadella dello sport. E’ l’unica cosa che, a mio avviso, manca a una realtà importante come il Frosinone.”