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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Amitrano giura amore al Gaeta: "Darò il massimo"

Il giovane centrocampista sta dimostrando grandi margini di miglioramento: "Posso imparare ancora tanto. La Rappresentativa? Sarebbe il coronamento della stagione"



Antonio AmitranoTra gli under che si stanno mettendo particolarmente in evidenza quest’anno nel campionato di Eccellenza, una citazione doverosa è senza dubbio per Antonio Amitrano, centrocampista napoletano, classe ’97, militante nella Polisportiva Gaeta.

Amitrano, qual è stato il tuo percorso sportivo prima dell’approdo a Gaeta? 

La mia attività calcistica è iniziata e proseguita con il Monteruscello, con cui ho partecipato ai vari campionati regionali, per ultimo gli allievi. E la scorsa estate mi sono trasferito a Gaeta.

Come ti sei trovato a vivere a Gaeta? 

Non potevo trovarmi meglio. E’ una città in cui sto benissimo e in cui mi muovo a mio agio. E poi è stupenda, ma questo non lo scopro certo io. Tu giochi a calcio ma contemporaneamente frequenti la scuola, per cui i sacrifici che affronti non sono pochi… Sì, frequento l’ultimo anno presso l’Istituto Tecnico Nautico “Caboto” di Gaeta. La mattina vado a scuola, poi un panino al volo e via a Sperlonga per l’allenamento del Gaeta. Torno a casa più o meno alle diciotto e quindi mi dedico allo studio. Sono sacrifici che faccio volentieri perché il calcio è la mia passione e sono soddisfatto perché contemporaneamente riesco a impegnarmi per conseguire il diploma scolastico.

C’è un calciatore a cui ti ispiri? 

Sono sincero, ammiro e apprezzo tanti calciatori, anche del passato ma non ho un particolare modello a cui ispirarmi.

Sei arrivato a Gaeta la scorsa estate, con tante motivazioni. Però, dobbiamo dirlo, poco disciplinato tatticamente… 

Questo è vero. Qui a Gaeta sono cresciuto tanto e sotto la scuola di mister Melchionna non poteva essere altrimenti. A livello di tattica, e non solo, il nostro allenatore è un maestro, è tra i più preparati, non si discute.

Qual è il ruolo che ti calza meglio? 

Sicuramente la mezzala. E’ un ruolo in cui sento di esprimere al meglio le mie caratteristiche.

Ogni volta riesci a stupire per il fiato che hai, per la notevole corsa, per il pressing costante sull’avversario. E questo per i novanta minuti di gioco. Domenica sei riuscito a coprire una buona fetta di campo assieme a Pellino, in pratica annullando l’inferiorità numerica. 

Faccio le cose così con la massima semplicità. La corsa, la resistenza fanno parte del mio bagaglio ma su una mia buona prestazione incide tanto anche la particolare preparazione che ogni volta svolgiamo nel corso della settimana. Col Nettuno però abbiamo fatto tutti bene. Peccato per una vittoria che ci poteva stare, considerate le occasioni nitide che abbiamo avuto con Fanelli.

Domenica arriva la Semprevisa, un avversario scomodo…. 

Ogni gara presenta le sue difficoltà. La Semprevisa è certamente un avversario in salute. Ma noi da qui alla fine vogliamo e dobbiamo continuare a far bene, sconti non ne possiamo concedere a nessuno.

Cosa ti aspetti a livello personale da questo finale di stagione? 

Sicuramente un’ulteriore crescita, una maturazione sotto vari aspetti. So che è possibile e lavorerò per questo. Ho ancora tante cose da imparare. In ogni caso darò il massimo per la maglia che indosso.

Tanti addetti ai lavori auspicano una tua convocazione nella rappresentativa regionale in ottica torneo delle regioni… 

Sicuramente potrebbe rappresentare il coronamento di una stagione più che positiva per me. Se dovesse arrivare la convocazione da parte del selezionatore, l’accoglierei con molto piacere. Intanto, ripeto, continuerò a lottare per la mia squadra.