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Aperto il nuovo polo oncoematologico al San Giovanni

Finanziato con 30 milioni di euro in totale, era una delle grandi incompiute della nostra Regione. L’obiettivo è quello della totale presa in carico del paziente in ogni fase della malattia



Image titleAperto il nuovo polo oncoematologico del San Giovanni. Dopo la Casa della Salute e i poliambulatori aperti nel fine settimana e nei festivi oggi si aggiunge un altro pezzo della nuova sanità a Roma, sull’altro grande fronte d’innovazione: quello della creazione di poli ospedalieri d’eccellenza.

Ecco alcune delle più grandi innovazioni messe in campo con questa struttura: Stop alle incompiute. La prima richiesta da parte del San Giovanni per il nuovo polo oncoematologico risale al 1998, 17 anni fa. Il nuovo polo, finanziato con 30 milioni di euro in totale, era una delle grandi incompiute del Lazio. 

Ecco tutti i servizi del polo oncoematologico. Occupa un’intera ala del Presidio ospedaliero Addolorata e si sviluppa su quattro piani dove si collocano i reparti di radioterapia, oncologia medica e ematologia. Nella parte centrale dell’edificio sono collocati i relativi ambulatori e day hospital e nella parte laterale le degenze. Il polo è già in esercizio in ambienti ristrutturati e umanizzati. La struttura è dotata di risorse tecnologiche quantitative e qualitative di ultima generazione, tra cui, oltre alla Tomoterapia già in funzione, 2 linac con collimatori multilamellari a 120 lamelle, 1 simul-TC multislice a 16 strati e attrezzature per la brachiterapia.

Il nuovo polo operativo ai massimi livelli. Per questo sono stati  integrati i reparti di oncologia del S. Giovanni e quelli del S. Eugenio. E poi è stato anche aumentato il personale, per ematologia è stata creata una sinergia con l’ospedale Pertini ed è stata aperta anche la collaborazione con medici e infermieri del Celio. Tutto questo perché non serve aprire nuove strutture e dotarsi di macchinari tecnologicamente avanzati, se poi non si è nelle condizioni di farli funzionare al 100%.

Mai più cittadini soli nella lotta ai tumori. Per realizzare la nuova rete oncologica, di cui questo nuovo polo è uno dei centri di punta, è stato creato un gruppo di lavoro che sta lavorando alle linee guida sulle diverse tipologie di tumore per definire l’intero percorso di cura: dai programmi di screening per l’anticipazione diagnostica, fino ai centri di cura, divisi per livelli di complessità.

Al centro della rete c’è il paziente. L’obiettivo è quello della sua totale presa in carico, in ogni fase della malattia: si individua la malattia più tempestivamente possibile; si indirizza il paziente verso le strutture più appropriate, secondo percorsi definiti, lo si assiste con i sistemi di cura più avanzati.

Una battaglia di civiltà: umanizzazione e assistenza psicologica. Della presa in carico fa parte anche la piena assistenza psicologica al paziente e alla sua famiglia, che è parte integrante del percorso terapeutico. C’è in questo nuovo polo un esempio concreto di innovazione su un tema che deve diventare uno dei punti rivoluzionari della nuova sanità: quello che riguarda la dignità dei malati.''I lavori sono cominciati la scorsa estate e oggi abbiamo aperto il polo oncoematologico- lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: in fondo, quanto accaduto a Roma è la sintesi del bene e del male che albergano nel nostro Paese. Il nostro obiettivo è puntare al cambiamento, dimostrando che si può avere fiducia e speranza nei confronti dello Stato. Quanto accade, non è una parentesi nel deserto”- ha detto ancora Zingaretti.