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Aprilia, Cappiello: “Dobbiamo tirar fuori il carattere”

Le opinioni del tecnico sulla squadra a disposizione e sul girone di ferro. “Omogeneità” è la parola chiave del gruppo



Stefano Cappiello Non c’è più tempo per dubbi, test e amichevoli. E’ giunta l’ora di cominciare, il campionato non aspetta nessuno. Lo sa bene Stefano Cappiello, allenatore dei 2002 dell’Aprilia. Ha visto il raggruppamento nel quale la sua squadra è capitata, le prove che dovrà affrontare giornata dopo giornata. Non c’è nemmeno il tempo di ambientarsi: l’esordio sarà contro il Frosinone, compagine che, naturalmente, non concederà leggerezze. Cappiello è teso, ma non preoccupato. Con il giusto atteggiamento è possibile giocarsela con tutti: “Guardando il girone, penso non sia mai avvenuta una concentrazione di qualità tale in un solo raggruppamento. Il Frosinone? So solo che è una bella squadra, molto selezionata e con una struttura fisica importante. Ma non è l'unica: incontreremo squadre del genere in continuazione. Contro di loro, contro le grandi, è necessario fare uscire il carattere, tentare la giocata importante. Serve il coraggio.” Scopriamo ora qualcosa dell’Aprilia, di quella formazione che dovrà lottare in ogni partita per ritagliarsi il suo posto fra tanti titani: “Alleno una squadra sempre alla ricerca del gioco. L’ossatura principale viene dalla scuola calcio, poi, chiaramente, ogni anno viene ritoccato qualcosa. Ad esempio per questa stagione abbiamo preso un paio di centrocampisti, un attaccante e un paio di difensori. Innesti di livello a tutto campo per portare maggior omogeneità alla squadra. Cosa mi inorgoglisce? Penso soprattutto il fatto che non buttiamo ma via la palla. A cominciare dai difensori, l’azione di attacco parte da lontano e coinvolge tutti gli undici. Una situazione frutto del lavoro, che ci permette di andare a giocare sempre a testa alta.” Secondo Cappiello la squadra risulta priva di punti di forza e deboli, configurandosi come un’unica entità omogenea e compatta: “Onestamente credo di avere a disposizione un gruppo i cui componenti sono tutti allo stesso livello. Ad oggi addirittura faccio fatica a comporre l’undici titolare. No, non riesco a vedere né punti di forza, né punti deboli: posso solo dire che nel settore giovanile dell’Aprilia si lavora molto sul piano tecnico, per consentire poi ai ragazzi di proporre gioco, gioco vero. Ed è proprio questa l’impressione che mi trasmettono i miei: la prima intenzione è quella di giocare la palla. Un nostro limite potrebbe essere forse la struttura fisica, questo si. Non abbiamo quell’esplosività da permetterci di puntare sul gioco aereo, noi miriamo a cercare maggiormente lo sviluppo palla a terra. Sarà l’avversario di fronte a noi a dirci poi se questa manovra potrà rivelarsi avvolgente o meno. Quel che posso garantire è la volontà, da parte nostra, di renderla tale.”