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Categorie: Dilettanti - Serie D

Aprilia, la parola a Francesco Montella

Alla vigilia dell'ultima gara della stagione il capitano delle rondinelle traccia un bilancio sul campionato che si sta per concludere



Francesco MontellaL’ultima gara della stagione si avvicina, quindi si può iniziare afare un bilancio di quello che è stato l’anno dell’F.C. Aprilia. Il primo che abbiamo sentito, e non poteva essere altrimenti, è stato il Capitano della squadra: Francesco Montella. Si parte dall’inizio di questa avventura: «Il primo approccio non è stato dei più semplici, perché c’era un po’ di confusione all’interno della società sia per quello che riguardava i quadri dirigenziali, sia per quanto riguardava il futuro stesso della squadra e della società. La scelta è ricaduta sui giovani, non solo i giocatori in campo: sia lo staff tecnico che la dirigenza è stata affidata a persone che fino allo scorso anno si occupavano del settore giovanile dell’F.C. Aprilia. Oltre che ai giovani si è guardato anche a chi aveva grandi motivazioni: penso a me, Giovanni Esposito o Cristiano Roversi, arrivati da categorie inferiori alla Serie D e con la voglia di rilanciarci. Nonostante tutto ciò – continua Montella – non ho mai avuto la sensazione di trovarmi in un ambiente sprovveduto: in altri ambienti con giocatori abituati anche a categorie superiori, non si faceva calcio nel modo in cui lo abbiamo fatto quest’anno. Tutti questi fattori hanno fatto si che il campionato andasse nel migliore dei modi, con una salvezza anticipata che abbiamo ampiamente meritato sul campo. Abbiamo anche dimostrato a tutto il mondo del calcio che la politica incentrata sui giovani può essere vincente. Non c’è bisogno di andare a spendere per prendere giocatori blasonati se si hanno gli “ingredienti naturali” per fare bene in una squadra di calcio: motivazione, voglia, fame, preparazione, sudore, sacrificio e la forza del gruppo». La squadra è tra le più giovani in circolazione nel nostro Paese: nell’ultimo aggiornamento di aprile della classifica riservata alle squadre che hanno fatto giocare i ragazzi nati tra il 1994 ed il 1998 l’Aprilia è nettamente in testa con 3217 punti (secondo il Mezzocorona nel Girone C con 2772). Il progetto si chiama “Giovani D valore” e quelli dell’Aprilia hanno dimostrato di averne: «All’inizio forse molti avevano il timore di non essere all’altezza della categoria, me compreso visto che mancavo da quattro anni a questi livelli. Partita dopo partita siamo tutti cresciuti: nel girone di andata erano gli avversari ad imporci il loro gioco mentre nel girone di ritorno, in cui paradossalmente abbiamo fatto meno punti, siamo stati noi ad andare a cercare di fare la partita. E non è cosa da poco». Una crescita, però, che non ha avuto il giusto sostegno da parte del pubblico apriliano: «Se uno è davvero tifoso di una squadra, la segue al di la della categoria in cui essa gioca. Noi abbiamo cercato di fare il meglio sia per noi che per coloro che ci hanno sempre sostenuto: mi vengono in mente i quattro ragazzi che ci hanno seguito anche in Sardegna a spese loro. Spero che il prossimo anno il pubblico potrà essere decisamente più numeroso». Come suo fratello Antonio lo scorso anno, Francesco Montella quest’anno ha indossato anche la fascia di capitano nella squadra della sua città, un’emozione particolare: «Fare il capitano è un impegno, perché devi essere un esempio per i compagni. Io ho cercato di essere sempre me stesso e di trasmettere positività, perché essere capitano nella propria città è qualcosa di speciale. Mi piacerebbe rimanere tanti anni per poter fare ancora il capitano in questa categoria e, chissà, magari in quelle superiori». Ambizione non da poco, quasi un sogno. Anche se, come dice lo stesso Montella: «Solo sognando una persona riesce sempre a mantenersi all’altezza della situazione».