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Categorie: Dilettanti - Lega Pro - Serie D

Aprilia, sconfitta di misura con la Lupa Roma

Basta un gol di Massella nella ripresa a far capitolare i padroni di casa, che però non sfigurano



Il colpo vincente di Massella ©Giorgio RicciAPRILIA - LUPA ROMA 0-1

MARCATORI
 32’st Massella
APRILIA Bortolameotti (14’st Caruso), Montella (1’st Di Emma), Sossai (30’st Gianfagna), Esposito (1’st Tomei), Cioè (1’st Schiumarini), Maola (19’st Frezza), Crepaldi (19’st Marchetti), Paruzza (1’st Cannariato), Giangrande (19’st Trincia), Zeccolella (1’st Infimo), Bosi (14’st Pellerani) ALLENATORE Fattori
LUPA ROMA Mangiapelo (16’st Di Mario), Pasqualoni, Locci, Celli, Cane (10’st Losi), Quadri (14’st Santarelli), D’Agostino, Cerrai, Faccini (45'pt Sfanò), Tajarol (1’st Neri), Leccese (1’st Massella) ALLENATORE Cucciari
ARBITRO Giordani di Aprilia
NOTE Spettatori 250. Ammoniti Celli, Tajarol. Angoli 1–5. Rec. 4’st.

Finisce 1 a 0 per la Lupa Roma, ma l’Aprilia non sfigura assolutamente al cospetto di una squadra di categoria superiore. Fino all’ultimo quarto d’ora il campo ha detto che le due squadre si equivalevano, con poche occasioni create da entrambe ma sostanziale equilibrio. Poi, nel momento in cui le rondinelle hanno ruotato tutti gli uomini e cercavano un nuovo equilibrio in campo, la compagine di Cucciari ha preso il sopravvento, attaccando con continuità e trovando il gol con Massella su un tiro di Neri ribattuto da Caruso.
Meola contro D'Agostino ©Giorgio RicciNella prima frazione di gara si è fatta preferire l’Aprilia: non che abbia creato pericoli in quantità a Mangiapelo, con un debole tiro di Bosi ed un quasi autogol di Locci causato dalla pressione di Zeccolella. Ma i ragazzi di Fattori hanno dimostrato una certa personalità nel tenere il campo e una condizione atletica più avanzata rispetto agli avversari.
La ripresa è stata decisamente favorevole alla Lupa Roma che, dopo un tentativo di Bosi lanciato dalle retrovie da Tomei finito fuori, ha preso in mano le redini del gioco per non lasciarle più. Nemmeno il tempo di entrare in campo e sostituire l’ottimo Bortolameotti (bravissimo in uscita bassa su Leccese al 37’ del primo tempo) che Caruso deve subito dire di no per due volte a Massella. Poi, dopo il palo di D’Agostino su punizione, altri due interventi su Neri e D’Agostino (gran botta da fuori, ma gran parata del portiere bianco celeste), arriva la resa sul tap-in di Massella. L’Aprilia prova a reagire, ma i tentativi dalla distanza non colgono lo specchio della porta e non cambiano il risultato.
Che resta però l’unica nota negativa della serata: personalità e gioco non mancano a questa squadra. E ormai il campionato è dietro l’angolo.

Fattori e il presidente Tassinari © MelocchiMauro Fattori (Aprilia): «Per quelli che potevano essere gli obiettivi posti per questa partita si può essere adeguatamente soddisfatti. Anche se poi nell’ultimo quarto d’ora è venuta fuori la qualità della Lupa Roma, c’è anche da rimarcare il fatto che noi eravamo in campo con una squadra, oltre che molto giovane, anche “sacrificata”, cioè con molti giocatori fuori ruolo. Gli equilibri erano un po’ venuti meno. Per 70 minuti siamo riusciti ad essere attenti ed equilibrati in fase di possesso e di transizione. Abbiamo creato dei grattacapi seri ai nostri avversari, come dimostra il fatto di aver portato Bosi a tu per tu con il loro portiere nel corso del primo tempo. Era un punto di svolta nel nostro precampionato, perché ci andavamo a confrontare con una squadra di categoria superiore per capire qual è il nostro livello di intensità e di capacità di gestione della gara. Essere soddisfatti vuol dire che possiamo continuare a correre sulla strada che abbiamo tacciato portando a casa ulteriori certezze. Per quanto riguarda i nuovi c’è stato un gran passo in avanti nell’integrarsi nei movimenti che io e il mio staff proponiamo per le due fasi di gioco. Va fatto loro un elogio per l’impegno e l’attenzione nel cercare di fare quello che riteniamo indispensabile per il nostro gioco. Le incertezze sulla composizione e la partenza dei gironi di Serie D non influiscono sul nostro lavoro di preparazione. L’unica cosa che potrebbe infastidire, ma che ovviamente non riguarda solo noi, è la mancanza dell’impegno di Coppa Italia. Si trattava del primo impegno ufficiale, si poteva assaporare prima del campionato il clima di una partita vera da “tre punti”. Un’altra piccola variabile riguarda il sapere con ritardo la prima o la seconda avversaria, il che comporta un minor tempo per preparare la partita. Ma visto che la cosa è reciproca, va a finire che non influisce affatto. Ora dobbiamo concentrarci su di noi e sul lavoro che dobbiamo fare, con la certezza che le sensazioni che trasmettono i ragazzi sono molto positive».

Alessandro Cucciari ©luparoma.itAlessandro Cucciari (Lupa Roma): «Sono due settimane che lavoriamo sul 3-5-2, perché ho la necessità di dare delle alternative tattiche ai miei giocatori. Sicuramente è stato un test impegnativo, perché giocavamo contro una squadra pimpante e preparata. Ho visto delle lacune a livello di intensità, ma penso sia normale quando si prova un modulo da poco tempo. Soprattutto nel secondo tempo ho avuto delle indicazioni positive, dopo che nel primo l’Aprilia ci ha messo in difficoltà soprattutto nelle giocate che i ragazzi non hanno memorizzato bene. Il tempo di giocata è inferiore a quello che dovrebbe essere, e su questo ci sarà da lavorare. Nel secondo tempo la circolazione di palla si è velocizzata e la squadra si è espressa meglio sotto l’aspetto tattico e per quanto riguarda l’intensità. Concentreremo il nostro lavoro nelle prossime settimane sulla velocità di esecuzione: quando si prepara un nuovo modulo i giocatori lo vedono come qualcosa di difficile da attuare, perché comporta movimenti diversi e meccanismi diversi, perché quando si fa un movimento contemporaneamente si prepara la giocata. A noi manca questa velocità di pensiero, perché quando arriva il momento della giocata abbiamo già la pressione avversaria addosso. Le questioni extra-calcistiche che riguardano la nostra categoria non ci preoccupano. Noi dobbiamo lavorare sul nostro modulo e su come farlo rendere al meglio sul campo. Mi preoccupa più il modo in cui la squadra recepisce le mie direttive sul nuovo modulo. Dobbiamo essere consapevoli che se lavoriamo con serietà possiamo arrivare dove vogliamo. Ma c’è bisogno di applicazione, voglia e di avere in sé il senso della sfida».