Notizie

Archeologia, un recupero storico per i Beni Culturali

Presentati a Roma, mercoledi scorso, i dettagli della maxi operazione che ha restituito allo Stato più di cinquemila reperti archeologici



foto©beniculturali.itUn tesoro inestimabile ed insperato, che alla fine si è potuto recuperare. Un colpo da novanta che resterà negli annali tra i migliori recuperi che finora l’Arma dei Carabinieri – nucleo Beni Culturali e lo Stato italiano possano vantare. Nella mattinata di mercoledi scorso, nel corso di una affollatissima conferenza stampa presso il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano, sono stati resi noti i dettagli dell’operazione che ha portato al recupero di oltre cinquemila reperti archeologici per un valore totale di circa cinquanta milioni di euro. Si tratta di un recupero storico, mai avvenuto prima per vastità di refurtiva, dove il pezzo più prezioso consiste in un’anfora corinzia del VI sec. a.C., decorata con figure dipinte di nero e narranti il Mito di Teseo: quest’opera è stata trafugata quasi certamente in uno scavo archeologico non autorizzato, così un po’ come tutte le altre, nella fattispecie vasi, kylix ed anfore dal valore altissimo. Protagonista del racconto del recupero il generale Mariano Mossa – Comandante dei Carabinieri Tpc – a cui si è affiancato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini nonché l’ambasciatore della Confederazione Svizzera in Italia Giancarlo Kessler: presente anche il procuratore aggiunto della Repubblica di Roma Giancarlo Cataldo, regista del recupero, che permette allo Stato italiano di riappropriarsi di pezzi della propria storia, provenienti in massima parte da Lazio, Calabria, Campania, Sardegna, Puglia e Sicilia e tutti databili tra l’VIII sec. a. C. e il III sec. d. C. . E si riconferma purtroppo assai vivo, sebbene sotterraneo e redditizio, il mercato delle opere d’arte illegalmente sottratte a scavi e Patrimonio nazionale: un giro di affari che dalla Svizzera muove un po’ in giro per tutto il mondo dove aleggia, evidentemente, l’ombra della malavita organizzata, oltre che di mercanti d’arte senza scrupoli.