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Ashour ed il suo Aurelio pronti a sorprendere

Le dichiarazioni del tecnico del club di via di San Vitaliano, al suo secondo anno sulla panchina dei classe 2001



Aurelio Fiamme Azzurre In un mondo del calcio che non sempre si rinnova con grande velocità vedere un under 30 che si trova ad occupare una panchina dei Giovanissimi Elite è sempre una piacevole novità. Merito dell’Aurelio Fiamme Azzurre che ha deciso di affidare la gestione del gruppo a Shade Ashour dopo l’ottimo finale della stagione appena conclusa, nella quale era stato chiesto al giovane tecnico di prendere la squadra in corsa e tentare una vera e propria impresa solo sfiorata. Nonostante la relativa esperienza però Ashour ha le idee molto chiare e le sue squadre ad oggi si sono sempre distinte per un calcio votato alla costruzione più che alla distruzione, in grado di esaltare sia le individualità che il collettivo con un gioco manovrato. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo, chiedendogli di raccontarci le sue esperienze passate e le attese per una stagione che è oramai ai nastri di partenza.


Il tuo cammino parte da lontano, dato che per formarti come allenatore sei andato in Spagna per poi tornare in Italia. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza e quale è stato il tuo percorso una volta rientrato?

“Ho studiato ed ottenuto in Spagna i tre patentini di allenatore (Uefa B, Uefa A , Promaster Uefa), nella Real Federación De Fútbol Española della comunità di Madrid. Dopo una breve parentesi da allenatore in Spagna durante il corso di allenatore di seconda categoria Uefa A , ho continuato il mio percorso all'Ostiamare per approdare poi all'Aurelio Fiamme Azzurre, dove ho allenato inizialmente i giovanissimi provinciali fascia B e a partire da marzo mi è stata data l'opportunità di fare l’Elite.”


Sei alla tua seconda stagione all’Aurelio, il miracolo sportivo sfiorato nel finale di stagione con la grande vittoria in casa della Romulea e la sconfitta nel finale di gara con la Vigor Perconti hanno mostrato che calcio intendete proporre e hanno evidentemente spinto la società a riconfermarti. Come ti senti a far parte dell’Aurelio?

“L Aurelio è una società in grande ascesa e ha l’ambizione di colmare anno dopo anno il gap con le migliori società del calcio laziale. La società mi ha dato da subito grande fiducia e importanza. Fiducia che io e il mio collaboratore Daniele Montenero faremo di tutto per ripagare. La scorsa stagione mi hanno affidato nell'ultima parte di campionato l’Elite e la squadra ha risposto da subito con grande disponibilità e orgoglio. Abbiamo dimostrato sul campo di non meritare la posizione di classifica che occupavamo. Sfortunatamente non siamo riusciti a portare tutte le situazioni a nostro favore. Ma la voglia dimostrata in quelle quattro partite deve rappresentare il punto da cui ripartire.”


Obiettivi di questa stagione? Quali sono le tue ambizioni e dove può arrivare il tuo gruppo? 

“Ci prepariamo ad affrontare questa stagione senza grandi illusioni, ben consapevoli del livello di difficoltà di un campionato come l’Elite, ma allo stesso tempo consapevoli delle nostre qualità, sapendo di poter dire la nostra attraverso la creazione di una identità di squadra che permetta ai ragazzi di sviluppare il nostro modello di gioco nel quale i giocatori possano partecipare attivamente a tutte le situazioni, crescere ed esprimere le proprie qualità individuali. Al momento l'obiettivo per la prossima stagione è la partita del 20 settembre. Noi dobbiamo ragionare partita per partita. E’ l’unica maniera per raggiungere traguardi importanti.”