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Atletico 2000, l’appello di Sambruni: “Diventiamo squadra”

Il tecnico traccia il profilo della propria rosa e dove è necessario migliorare per competere nel difficile campionato d’elite



A poco più di una settimana dal via in campionato, l’allenatore Giancarlo Sambruni riflette sulla sua formazione. Un gruppo composito, che necessita al più presto di trovare le giuste alchimie: “Ho a disposizioneuna squadra costituita in parte con ragazzi cresciuti nell’Atletico 2000 e in parte con elementi che non trovavano spazio in altre realtà. Cosa cambierei? La compattezza. Vorrei che ci fosse già un’intesa tra i singoli e fra i vari reparti. Un presupposto necessario Il tecnico Sambruniper arrivare a fare il risultato sul campo.” Un desiderio difficile da realizzare a breve termine, nonostante gli sforzi in tal senso da parte della società: “Per cercare di far unire i ragazzi siamo partiti presto per il ritiro, durato una settimana intera. Per fortuna posso contare su calciatori disponibili al sacrificio, e maturi dinanzi le difficoltà. Questo atteggiamento facilita il compito.” Unione della squadra a parte, che sicuramente si rafforzerà con l’inizio del campionato, la formazione di mister Sambruni deve crescere anche sotto altri punti di vista: “Dobbiamo migliorare sia sotto il profilo fisico che tecnico. Ora come ora non siamo all’altezza dei grandi nomi presenti nei gironi, ma devo dire che colmiamo piuttosto bene il gap con la voglia e la determinazione che mettiamo sul campo. Che il campionato dei Giovanissimi Fascia B Elite sia fondamentale per la maturazione di un atleta è fatto noto; di fronte a questa realtà il tecnico dell’Atletico 2000 proporrà ai suoi ragazzi una filosofia moderata, a metà strada fra la fantasia e l’ordine: “Siamo in procinto di competere in una categoria dove i ragazzi devono, innanzitutto, crescere. E per farlo, è necessario proporre gioco. Un modulo? Li stiamo ancora studiando. Sono dell’opinione che mettere delle barriere a un giocatore così giovane, confinarlo a svolgere un compito ben specifico, possa essere deleterio. Cercheremo dunque di abbinare tali doveri sul campo a una relativa libertà di esprimere se stessi e le proprie qualità. Individualità? Si, c’è qualcuno di molto bravo, ma che deve però ancora imparare a stare sul campo.” Verrebbe da chiedersi se l’Atletico di quest’anno possa paragonarsi a quello della scorsa stagione che, con un grande sforzo, era riuscito a terminare i giochi in quinta posizione, alle spalle delle grandi: “La differenza sostanziale tra il nostro attuale gruppo e quello di mister Mariotti è che quella squadra era uscita quasi tutta dalla scuola calcio dell’Atletico. Dunque partivano un passo in avanti rispetto a noi, proprio a livello di coesione fra i singoli. Per quanto ci riguarda, forse faremo un po’ più fatica di loro inizialmente, ma arriveremo, infine, a giocarcela con tutte. E proprio in vista di questa eventualità, per così dire, di un inizio in sordina, sono state organizzate amichevoli importanti per abituare i ragazzi fin dal precampionato alla sfida, al clima competitivo che incontreranno sui campi: “Noi dal primo giorno abbiamo preparato i ragazzi all’ipotesi di un esordio negativo, di fare una partenza un po’ in salita. Per questo motivo abbiamo organizzato amichevoli complesse, per prepararli al meglio anche dal punto di vista psicologico. Alcuni esempi? Abbiamo affrontato il Tor Di Quinto, il PSV Eindhoven, la Vigor Perconti, l’Ostiamare e sabato incontreremo la Roma. Era una cosa voluta, giocare con squadre un passo avanti a noi. Solo in questo modo abbiamo potuto prendere visione dei difetti della squadra, capire dove migliorare e su cosa maggiormente insistere.”