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Categorie: Dilettanti - Promozione

Atletico Vescovio e Boreale, la differenza tra me e te

L'infermeria affollata e la maledizione dell'Academy i fattori della crisi viola. In casa Atletico, fame di vittorie e manipolo le armi in più. E quella maglia gialla...



Sono le due protagoniste principali di un girone equilibrato e ancora aperto a qualsiasi scenario. Si sono osservate a lungo. Prima da lontano, poi da vicino. Uno scatto del match del girone di andata vinto dai viola grazie ad una perla di Di GennaroFino al giorno dello scontro diretto, fino alla domenica successiva, quella dell'avvicendamento sul trono. Atletico Vescovio e Boreale, capolista di oggi e di ieri, storie simili e allo stesso tempo diverse. Simili: perché nessuna delle due partiva con i favori del pronostico, né con grosse individualità in rosa. Insomma nessuna delle due, a settembre, aveva il vestito adatto per i riflettori. L'abito elegante, viola e biancorrossi hanno saputo cucirselo addosso con le proprie mani, durante il ballo. Un lavoro niente male, improvvisato. Diverse: perché a improvvisare non sono bravi tutti alla stessa maniera. Dopo cinque mesi al comando, adesso la Boreale e il suo tecnico Aldo Franceschini si leccano le ferite. E contano i feriti. Dall'altra parte del pianerottolo, due punti sopra al terzo incomodo Tolfa, Christian Argento e la sua banda si godono il meritato primato e contano il numero delle vittorie consecutive, senza nessuna intenzione di fermarsi a 7.

A fermarsi è stata la compagine di via di Tor di Quinto. La Boreale non vince infatti da 3 turni, esattamente dal 1 febbraio, quando Di Gennaro e compagni si imposero proprio nel derby contro i dirimpettai di Marco Moretti. Dopo lo 0-3 del “Testa”, l'ex capolista ha conosciuto solo delusioni: la sconfitta per mano del Vescovio ha dato il via alla crisi dei viola, che nei due turni successivi contro Ronciglione United e Vi.Va. hanno raccolto un solo punto.La pagina del freepress di Gazzetta Regionale dedicata al big match dello scorso 8 febbraio Una batosta a livello psicologico che si è aggiunta al vistoso calo fisico i cui campanelli di allarme erano sotto gli occhi di tutti da tempo. Ci sarebbero degli alibi a cui aggrapparsi, il lungo infortunio di capitan Gonnella e l'addio di Groos a dicembre su tutti, ma Franceschini e il ds Villi ci si aggrappano solo a metà. Allora ci proviamo noi a cercare le radici di questa crisi di metà stagione. E tutti gli indizi ci portano ad una data. Era il 30 novembre 2014 quando la Boreale - esiliata dal Trifoglio per ragioni su cui andrebbe fatta chiarezza nelle dovute sedi - faceva il suo esordio casalingo sul sintetico dell'Academy Sport Center. Avversario, una modesta e onesta Virtus Bolsena, che al triplice fischio portava via un punto dal nuovo fortino dei viola. Che tanto fortino non si è rivelato: 7 partite disputate fino ad oggi, 3 vittorie, di cui quella con il Città di Cerveteri assolutamente casuale, 3 pareggi e la sconfitta contro l'Atletico Vescovio che ha fatto crollare le restanti certezze del team di Franceschini. Restanti, perché quella più grande gliel'avevano già portata via. Il Trifoglio, appunto.

L'Atletico Vescovio di fortini non ne ha bisogno. In casa o in trasferta, ogni settimana la voglia di sbranare l'avversario è sempre la stessa. Anzi, aumenta. Come il numero dei suoi seguaci, che con il sole e con la pioggia la domenica a casa non ci vogliono proprio stare. Prima 10, poi 100, forse un giorno 1000: sono loro l'arma in più della squadra del patron Vaccari. Una squadra che segna tanto, pareggia poco, ma soprattutto una squadra che osa. Dall'11 gennaio 2015, giornata di campionato numero 18, i capitolini non fanno altro che vincere. Ultima sconfitta contro il Soccer Santa Severa, poi 7 vittorie di fila e tanti saluti alle inseguitrici. Una curiosità: quella di Santa Severa è anche l'ultima volta di Chicco Amici e compagni in tenuta rossa. Da Pianoscarano in poi, Atletico Vescovio sempre in maglia gialla. Color medaglia. Per un sogno destinato a continuare fino a maggio. Quando la medaglia, sperano dalle parti di piazzale Flaiano, potrebbe essere d'oro. Come la maglia. Perché in fondo, il Vescovio l'unico Argento di cui ha bisogno ce l'ha già.