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Categorie: Giovanili - Juniores - Allievi

Atletico Vescovio, il futuro è tuo!

Tutti i segreti e le ambizioni del settore giovanile biancorosso in un'intervista ai dirigenti Di Tosto e Santilli: dai valori della scuola calcio, alla classe arbitrale, passando per il rapporto con i genitori



Squadre e staff dell'Atletico VescovioLe radici, le ambizioni, il lavoro, i sogni. L'Atletico Vescovio si racconta a Gazzetta Regionale, tramite le parole di Sacha Di Tosto e Daniele Santilli, responsabili del settore giovanile della società capitolina. Si è parlato esclusivamente di giovani, ma non solo di calcio. Più che un'intervista, quella svoltasi tra chi sta scrivendo e i due dirigenti nell'ufficio dell'impianto sportivo Riccardo Sacerdoti, è stata una lunga e interessante chiacchierata a 360° sul settore giovanile del Vescovio e sui valori dello sport in generale, tema su cui Di Tosto e Santilli – che non amano particolarmente essere chiamati dirigenti e che pretendono gli sia dato del tu – hanno espresso un particolare punto di vista, a metà strada tra modernità e vecchie maniere.

L'ingresso in campo della JunioresProvinciali di nome, non di fatto. Le maniere sono quelle di un tempo, quando ai ragazzi veniva insegnato a rispettare prima  il compagno di squadra e l'avversario, piuttosto che come calciare il pallone. La mentalità moderna sta nell'affrontare qualsiasi realtà e qualsiasi categoria con professionalità e lungimiranza. E voglia di distinguersi, il vero marchio di fabbrica del club biancorosso. Al secondo anno di settore giovanile, i colori del Vescovio sono rappresentati da cinque gruppi– due di Giovanissimi, due di Allievi, più la Juniores – in altrettanti campionati, tutti provinciali. Di Tosto ci spiega perché il titolo di provinciale va stretto all'Atletico Vescovio: “Con la prima squadra che milita in Promozione, dovremmo avere l'opportunità di contare su un serbatoio, come la Juniores, che disputi almeno un campionato regionale. Mi riferisco in particolar modo alla squadra di Massini, che la scorsa stagione centrò il secondo posto al termine di un cammino strepitoso con 22 vittorie consecutive. Nonostante ciò non potemmo usufruire del ripescaggio. Quello che contraddistingue il nostro club è che, nonostante stiano disputando un'altra volta i provinciali, i ragazzi si allenano tre volte a settimana, come se fosse un campionato regionale. Inoltre, la figura del preparatore atletico e quella del preparatore dei portieri testimoniano che la nostra metodologia di provinciale ha ben poco. Lo stesso discorso vale per gli Allievi”.

Scuola calcio. La stagione in corso verrà ricordata anche come la prima di scuola calcio: “Quest'anno abbiamo deciso di allestire una piccola scuola calcio a numero chiuso – annuncia Di Tosto - con 30 ragazzini divisi in 2 gruppi, tra Pulcini e Esordienti calcio a 5. Un progetto che ci accompagna nella crescita della nostra immagine e che va incontro alle esigenze della gente, grazie alle tariffe popolari - e non da capogiro come accade altrove – con cui i genitori possono iscrivere i propri bambini da noi”.

Mamma, papà...e il Vescovio. Tornando all'agonistica, uno dei fattori fondamentali nella vita di un giovane calciatore è senza dubbio la presenza dei genitori. Il più delle volte ingombrante, raramente silente, quella del genitore è una figura con cui, per forza di cose, ogni società deve fare i conti. Santilli ci spiega come l'ambiente del Vescovio sia riuscito nel miracolo di mettere d'accordo tutte le tipologie di mamme e di papà tifosi:“In verità, siamo rimasti molto sorpresi dal rapporto che si è instaurato con i genitori. Un rapporto di armonia e di reciproco rispetto. Sarà perché trattiamo i loro figli non come un numero, ma come ragazzi ognuno con la sua storia e ognuno da gestire in modo diverso. Io e Sacha, insieme ad Ermanno Pansa - a cui non piace la luce dei riflettori - siamo i responsabili del settore giovanile, dove 'responsabile' racchiude molti ruoli. I genitori li vediamo solo all'inizio e alla fine. Durante la stagione hanno poca voce in capitolo e i ragazzi sono liberi di dedicarsi allo sport senza pressioni dall'esterno. Nel momento in cui sposa il nostro progetto, un genitore lo sposa in tutto e sa che il figlio, nelle ore che trascorre da noi, apprende le regole e lo spirito di aggregazione dell'Atletico Vescovio”


La regola delle tre 'S': sudare, sognare, stupire. Al Vescovio sanno di avere tra le mani un progetto davvero importante. E non si nascondono. Al secondo anno di settore giovanile, e con due titoli sfiorati nella scorsa stagione, l'obiettivo è uno solo: portare a casa qualcosa da mettere in bacheca.“L'anno scorso ci siamo andati vicini, fallendo all'ultimo forse anche per inesperienza. Quest'anno ci auspichiamo di vincere qualcosa, – afferma Di Tosto - abbiamo gruppi allestiti per poter raggiungere il titolo regionale, utile per la nostra crescita. Una crescita che dovrà, però, passare attraverso i risultati. Sognamo una stagione da protagonisti, ma sarà il campo a stabilirlo”. I risultati non arrivano per caso, ma si ottengono con il lavoro e con i sacrifici. E, da quanto si è capito, di sacrifici per l'AtleticoVescovio Sacha, Ermanno e Daniele ne hanno fatti tanti e continueranno a farne.“Io e Sacha ci dividiamo ogni week end su tutti i campi – aggiunge Santilli -  per essere costantemente al fianco dei ragazzi. Ma lo facciamo anche per noi stessi, perché non c'è cosa più bella di vedere i ragazzi mettere in pratica il lavoro svolto durante la settimana. Il Vescovio è una cosa che sentiamo nostra e che portiamo avanti con il nostro sudore. Siamo nati 11 anni fa, quasi per scherzo, ma l'intento era già quello di voler stupire”.

La prima squadra festeggia dopo la vittoria con il Santa MarinellaDai pulcini alla prima squadra. C'è tantromanticismo nel progetto che il Vescovio vuole realizzare attraverso il settore giovanile. Emozioni che traspaiono anche dalle parole degli addetti ai lavori: “Qui c'è un percorso speciale che un ragazzo può iniziare, che ha come traguardo l'esordio in prima squadra. Per noi ogni singolo tesserato è un potenziale futuro calciatore della prima squadra”. Brillano gli occhi a Santilli, mentre ce ne parla. “Questa cosa non è sempre possibile altrove, anche in società più prestigiose. Come abbiamo fatto con la prima squadra, quando in 5 anni ci siamo guadagnati la Promozione sul campo, senza fare cose strane, senza comprarci i titoli, senza pseudo direttori sportivi a muovere gruppi di atleti: il nostro obiettivo è quello di ripeterci con i giovani. Magari quest'anno riusciamo a conseguire i regionali e magari un giorno arriveremo a giocare l'elite. Quel giorno sarà una soddisfazione che non avrà prezzo, perché nessuno ci ha mai regalato e mai ci regalerà niente: ogni traguardo sarà solo frutto del nostro lavoro. Come il giorno dell'esordio in Promozione, qualche anno fa, con la prima squadra. Una gioia unica, perché partimmo da zero, quasi per gioco. Ecco: questo è il nostro sogno”


Professionalità, riconoscenza e linea verde: lo staff. Prima di svelarci i nomi, Di Tosto ci tiene a precisare che tutti gli allenatori e i collaboratori sono gli stessi che agli albori della passata stagione sposarono il progetto dell'Atletico Vescovio a scatola chiusa e, per questa ragione, la società ha deciso di confermarli tutti, sia per i risultati conseguiti sul campo, sia per una sorta di riconoscenza. “Massimiliano Derudas guida gli Allievi Provinciali, Fabio Gagliardi i Giovanissimi Fascia B, Andrea Massini la Juniores, e tutti e tre sono in possesso del certificato Uefa B. Simone Massimi, sulla panchina degli Allievi Fascia B, ha tutto il tempo per conseguire qualsiasi attestato, dato che ha solo 22 anni. Riteniamo che i ragazzi di 14-15 anni debbano relazionarsi con persone giovani: la nostra linea verde vale anche per la panchina. Infine, Roberto Beccarisi allena i Giovanissimi Provinciali insieme a suo figlio Lorenzo, anch'egli molto giovane, un classe '95! Mirko Testardi e Cosimo Matichecchia sono gli istruttori della scuola calcio; Simone Mangeri e Mattia Pigrucci i preparatori atletici”.

Image titleIl 'Sacerdoti', una risorsa per il quartiere. L'Atletico Vescovio, da quest'anno, ha anche l'onore e l'onere di gestire l'intero impianto sportivo di piazzale Ennio Flaiano, intitolato a Riccardo Sacerdoti. “Una cosa che fino a qualche anno fa non ci saremmo mai sognati”, è il commento di entrambi i dirigenti biancorossi. “Una grande responsabilità – ammette Di Tosto– e una risorsa da cui tutto il quartiere (precisamente Vigne Nuove, ndr) trae grosso beneficio. Lo sport dà ai ragazzi la possibilità di scaricarsi e di passare un paio d'ore in un campo da calcio, piuttosto che per la strada. Un messaggio che mi piacerebbe trasmettere a tutti i Municipi è che con lo sport si possono risolvere un sacco di problematiche sociali. E noi ai ragazzi, prima di chiedere dei risultati, insegnamo che ci sono tante situazioni di crescita all'interno di un rettangolo verde e di uno spogliatoio.”

Arbitraggio nel settore giovanile. La piacevole chiacchierata nell'ufficio di Daniele e Sacha sta per volgere al termine. Prima di salutarli, però, gli chiediamo un parere sulla classe arbitrale che opera nei Dilettanti e nelle categorie giovanili: “Secondo me vanno aiutati. Pagano il fatto di essere da soli, specialmente nelle partite del settore giovanile. Non dobbiamo dimenticare che, a questi livelli, sono giovanissimi anche gli arbitri.E' normale che sbaglino”, le parole di Santilli. Parole a cui fanno eco quelle di Di Tosto: “Bisogna accettare gli errori dell'arbitro. In Italia, che sia Serie A o un campionato di Giovanissimi Provinciali, c'è la cultura dell'alibi: l'arbitro ci ha fatto perdere la partita, il campo non era buono, il pallone sgonfio ecc.. Una cosa che cerchiamo di insegnare ai ragazzi è che, quando si è bravi, prima come persona e poi come atleta, non c'è bisogno di un alibi: se lavori duro i risultati prima o poi arrivano, e se sbagli qualcosa devi ammettere che hai sbagliato e riprovarci”.