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Attentati di Parigi, allerta massima a Roma

Rafforzate le misure di sicurezza già dalle prime ore della notte. In corso la riunione del Comitato di Sicurezza



"Il rischio zero non esiste". Parole del Prefetto Gabrielli che poco meno di un mese fa, in un incontro con i giornalisti, raccontava in questi termini la situazione che avrebbe coinvolto Roma nel prossimo Giubileo, riguardo i capitoli organizzazione e sicurezza. Perchè - spiegava Gabrielli - "più che una città blindata, noi dobbiamo fare lo sforzo per fare arrivare ai cittadini la percezione della sicurezza". Ed è proprio quella percezione di sicurezza ad essere sotto attacco oggi. Dopo la notte di Parigi, Roma si è svegliata nella consapevolezza che nella lista delle città simbolo da colpire, il terrorismo internazionale - non solo quello legato all'Is, ma anche a quello di matrice qaedista - la colloca in primo piano. Perchè è la culla del cristianesimo certo - "prenderemo Roma" è uno dei messaggi che più frequentemente appare sui siti legati al terrorismo internazionale - ma anche perchè è la capitale italiana, simbolo di uno Stato che nella lotta al fenomeno estremista da sempre ha un ruolo centrale. E allora su Twitter - veicolo di informazioni largamente usato dai gruppi filo-Is - insieme all'Hashtag "Parigi in fiamme" la minaccia tocca direttamente Roma e il Vaticano. 

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Giubileo. Quello che rende il fenomeno jihadista di difficile controllo è l'alto tasso di imprevedibilità dei suoi attacchi. Perchè se per gli attentati di questa notte erano state diramate delle informative riferite dai servizi di intelligence francesi, il combinato "luogo-ora-modo" resta l'incognita di una equazione che spesso si traduce nel sangue di vittime innocenti. A Roma dalle prime ore della notte sono state rafforzate le misure di sicurezza davanti i palazzi legati alla Francia - molti i militari e i carabinieri impegnati davanti l'Ambasciata a Piazza Farnese - per evitare possibili colpi di coda legati agli attentati di Parigi. Il nodo per la città resta comunque quello legato al Giubileo: così mentre si attendono 33 milioni di pellegrini nel corso dei prossimi dodici mesi, dal Viminale arrivano le prime misure per garantire uno svolgimento sicuro dell'Anno della Misericordia voluto da Papa Francesco. 

Esercito e forze dell'ordine. Il prefetto Gabrielli - che ha passato la notte a disporre le nuove misure di sicurezza per la città, in filo diretto con il Viminale - aveva spiegato che per le strade della Capitale saranno presenti "mille militari e mille tra carabinieri, poliziotti e finanzieri". Disposizione che fanno sapere fonti del Ministero degli Interni subirà molto probabilmente una variazione in alto nel numero del personale delle forze dell'ordine impiegato, per rafforzare un clima che alle porte dell'apertura del Giubileo, per le strade di Roma appare - pericolosamente - vicino a quello di una rassegnazione ad un attentato. Perchè lo ribadiva il prefetto Gabrielli "Non possiamo dire che siamo tranquilli come anni fa, sarebbe una bugia", ma è anche vero che cedere al timore di un attentato rappresenterebbe la prima - pesante - sconfitta di uno Stato civile.