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Attilio Carpentieri, dal Savio al Lanciano: "Un anno da sogno"

L'esterno classe '97 ripercorre ai nostri microfoni la sua ultima stagione, dal titolo vinto con i blues dodici mesi fa, all'esperienza con la Primavera rossonera culminata con la convocazione in Serie B



Attilio Carpentieri ©MichelaMeretMaggiorenne da un giorno, protagonista di un sogno da un anno. Un sogno che però prende sempre più sembianze reali. Attilio Carpentieri solo un anno fa festeggiava il titolo regionale Allievi Elite con il Savio al Fuso di Ciampino e proprio lui fu il grande protagonista di un finale di stagione fantastico che poi ha regalato ai blues un successo meritato. Le sue giocate, il suo sinistro non è passato inosservato. Il Lanciano se ne è subito innamorato e non l'ha più mollato. Titolare inamovibile con la Primavera e, allenamento dopo allenamento, nel finale di stagione anche tre convocazioni con la prima squadra. Un balzo da gigante e l'umiltà di chi sa che nel calcio più di ogni altro è il sacrificio la prima cosa che conta. Attilio Carpentieri, 18 anni ieri, ha parlato ai nostri microfoni per ripercorrere le tappe di un anno che difficilmente dimenticherà.

Attilio, dal Savio alla convocazione in Serie B con la Virtus Lanciano. E’ stato un anno a dir poco fantastico.
“Assolutamente. Questa è un’emozione difficile da spiegare. Solo un anno fa certe situazioni le potevo vivere dal divano di casa mia, davanti alla televisione, da spettatore. Mi sono fatto notare con la Primavera dopo di che sono stato convocato tre volte con la prima squadra e in due occasioni sono andato in panchina. Che dire... Mi tremavano le gambe.”

Come hai vissuto il passaggio dagli Allievi Elite alla Primavera?
“Con serenità. Lanciano è una piazza tranquilla e ti permette di allenarti senza eccessive pressioni. Comunque la differenza si nota, è tutta un’altra storia. Qui ti confronti con giocatori che hanno una lunga carriera alle spalle e allenarti con loro è un’opportunità di crescita che devi sfruttare appieno”


Che consiglio daresti ad un ragazzo che oggi dai dilettanti si appresta a fare il salto nei professionisti?
“Sembra scontato ma, rimanere con i piedi per terra prima di tutto. Allenarsi sempre al massimo e soprattutto, discorso più delicato, non montarsi la testa dopo una convocazione in prima squadra o qualche ottima prestazione. Se hai voglia di arrivare, la testa deve arrivare prima della tecnica.”

Sei un esterno destro offensivo. Ti sei adattato anche ad altri ruoli quest'anno?
“Hanno capito fin da subito che questo era la mia posizione in campo. Comunque in qualche occasione ho giocato anche sulla sinistra e sulla trequarti. Dalla destra rientro sempre sul sinistro: è la mia più grande caratteristica, i miei compagni mi dicono che lo faccio anche troppo spesso ma fino a che riesce bene… (sorride, ndr)

La maglia della prima convocazione in BQual è l’episodio che ricorderai di più in questa stagione da sogno?
“Sicuramente quello della convocazione in prima squadra. Mister D’Aversa mi ha fermato e mi ha detto che sarei stato fisso in prima squadra. Un altro bel momento è stato quello del gol in Primavera contro il Milan. Sono andato a segno solo due volte in stagione, ma andare in rete con i rossoneri è stata una grande soddisfazione”

Facciamo un salto indietro: quanto sei rimasto legato al Savio?
“Moltissimo. Ogni volta che torno a Roma, mi rincontro con i miei ex compagni di squadra. Col presidente Paolo Fiorentini e con il mister Roberto Belardo avevo un grande rapporto ed è soprattutto grazie a loro se ora mi trovo a Lanciano. Porto con me tantissimi bei ricordi con la maglia blues, su tutti il titolo regionale del 2014 vinto al Fuso di Ciampino. Il rammarico più grande rimane quello legato alla fase nazionale: siamo usciti immeritatamente puniti da un arbitraggio a dir poco discutibile” 

Ora che sei partito alla grande, è vietato fermarsi: come vedi il tuo futuro e qual è il tuo sogno? 
“Cercherò di fare del mio meglio e continuare a fare quello che ho fatto fino ad ora. La mia fede è biancoceleste e il sogno è quello di giocare nella Lazio in futuro, ma nel calcio decidere oggi dove si giocherà domani è un’operazione sbagliata oltre che impossibile." 


Visto che ieri è stato il tuo compleanno, cosa vorresti ricevere in vista della nuova stagione?
“Fare anche solo qualche minuto in Serie B. Sarebbe un regalo fantastico”