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Aumentate le misure di sicurezza in tutta Roma

Intanto Piazza Farnese si riempie di romani che passano per deporre un fiore sotto l'ambasciata francese



E’ una Piazza Farnese ancora avvolta nella foschia della mattina, quella che dalle prime ore del giorno ha accolto i romani che hanno voluto dare il primo segno – tangibile - di sostegno e vicinanza per i fatti di Parigi. Una Piazza Farnese sede dell’ambasciata francese in Italia, colma di forze dell’ordine – molte le camionette di carabinieri ed esercito già presenti dalla serata di ieri – ma anche e soprattutto della testimonianza di un legame che unisce per identità e somiglianza Roma a Parigi. Jocelyne ha 23 anni, nata a Tolosa, a Roma studia architettura e come molti altri oggi è passata per deporre un fiore sotto il tricolore blu-bianco-rosso: “Sono incredula e non capisco – racconta – Mi viene da piangere, ma ho soprattutto molta rabbia”. Parole, queste, condivise da una piazza che con il passare dei minuti si riempie di testimonianze, racconti, fiori, silenzio.  
I fiori a Piazza Farnese (C) GazzettaRegionale
Città blindata. Nel resto della città intanto le misure di sicurezza sono state innalzate per garantire il normale svolgimento dei giorni che porteranno alla prossima inaugurazione del Giubileo di dicembre. Misure adottate anche a Ciampino e Fiumicino, i due aeroporti della Capitale per i quali l’Enac fa sapere di “aver disposto già dalla notte scorsa, l’innalzamento delle misure di sicurezza … informando che potrebbero essere più lunghi i tempi dedicati ai controlli … invitando i passeggeri a recarsi negli scali in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti”. Sempre nella Capitale i Minisindaci dei Municipi hanno dato appuntamento alla città alle 17:30 a Piazza del Popolo  per manifestare collettivamente la vicinanza di Roma al popolo francese. "E' l'ora del coraggio. Tutta la città sia con noi e accolga il nostro invito a partecipare ad una manifestazione oggi pomeriggio in piazza del Popolo. Un momento che unisca al di lá delle differenze politiche, lontano dalle polemiche, ma vicino a quel senso di unità nazionale di cui ora abbiamo bisogno per respingere ogni estremismo e ogni cieca violenza. Senza bandiere se non quelle della pace, della Francia, dell'Italia. Di quei Paesi che sono l'Europa, la nostra civiltà, il nostro modo di vivere e stare insieme. Facciamo appello alla città e al suo coraggio. Siamo Parigi. Siamo contro il terrorismo a difesa della nostra vita e della nostra libertà. E vogliamo essere tanti. Perché il terrorismo sappia che Roma risponde e lo fa a viso aperto". 

Questo non è umano. Non cita Dio il Papa. Non ne fa un argomento religioso – decisione quanto mai condivisibile – ma riduce invece gli eventi francesi ad un fattore umano. "Sono commosso e addolorato – ha detto Francesco a TV2000, la rete dei Vescovi italiani – Non capisco, ma queste cose sono difficile da capire fatte da esseri umani. Questo non è umano”. “Bisogna vivere con coraggio, resistendo alla logica dell’odio e dell’omicidio” - aggiunge padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana - “Non lasciamoci rubare la speranza”.