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Aurelio controcorrente, l'allenatore Aldo Vergine: "Vogliamo contare solo sulle nostre forze"

Il tecnico, e responsabile della scuola calcio, ci ha spiegato quanto sia importante il progetto in atto: "Niente mercato, puntiamo a far crescere i nostri ragazzi"



Anche l’Aurelio Fiamme Azzurre disputerà il prossimo Campionato dei Giovanissimi Fascia B Elite, classe 2001. L’allenatore sarà Aldo Vergine, il quale riveste un ruolo importante anche per quanto riguarda la Scuola Calcio e racconta l’iniziativa che si sta conducendo in quel di Via di San Vitaliano da diversi anni.

Aldo VergineMister Vergine, quali sono le sue aspettative per la prossima stagione?
“Le mie aspettative sono le stesse che ha la società: ci dobbiamo salvare il prima possibile, con un gruppo formato totalmente da ragazzi cresciuti all’Aurelio. La campagna acquisti è stata mediocre, ma questo noi l’abbiamo scelto, perché vogliamo continuare solo con i nostri ragazzi, anche per dare il giusto seguito a quanto precedentemente fatto nella Scuola Calcio”.

C’è quindi il desiderio di creare un forte senso d’appartenenza?
“Certamente, è quello che vogliamo fare. Io sono anche il Responsabile della Scuola Calcio, quindi mi occupo di questo gruppo da molti anni. E’ un progetto partito tempo fa, ed è come dovrebbero fare nel Calcio Professionistico, ossia curare i vivai per far poi esordire i giovani in Prima Squadra. Noi, nel nostro piccolo, curiamo veramente i nostri ragazzi nei 7 anni della Scuola Calcio, dai Piccoli Amici passando per i Pulcini fino agli Esordienti, e questo è un progetto mirato solo sulla crescita dei ragazzi, che approdano poi all’Agonistica”.

Il collettivo dei 2001 sarà perciò formato esclusivamente da ragazzi vostri?
“Magari qualche innesto lo faremo, però cerchiamo di portare all’Agonistica almeno l’80-90% dei nostri ragazzi, in maniera tale da creare saldamente quel senso d’appartenenza alla maglia e alla società dove hanno trascorso tanti anni. E’ anche un discorso di onestà nei confronti dei genitori dei ragazzi, che nel corso degli anni contribuiscono economicamente ed è giusto che vedano i propri figli al centro del progetto”.

Di conseguenza c’è molto lavoro da fare sulla mentalità dei giocatori.
“E’ un discorso delicato e all’Aurelio cerchiamo di affrontarlo gradualmente: vogliamo che i ragazzi siano abituati alla pressione e che giochino determinati. E’normale che sia difficile, però lo sappiamo, lo accettiamo, è una scommessa che abbiamo intrapreso e quindi dobbiamo portarla avanti. Anni fa abbiamo promesso a questi ragazzi che avrebbero fatto l’Agonistica, perciò manteniamo fede a quanto detto”.

Una scelta bella e coraggiosa, di cui essere fieri.
“Siamo molto orgogliosi della nostra scelta, anche perché questo è il primo vero anno in cui il progetto va completamente a compimento. Ci vuole tempo per realizzare un’idea, abbiamo lavorato tanto e questo che sta per iniziare è veramente l’anno zero per il nostro progetto: abbiamo 17 ragazzi del Vivaio, cresciuti con noi, e solo 5 ragazzi venuti da fuori, comunque dal quartiere. Sappiamo qual è il nostro livello, e cercheremo di fare del nostro meglio”.

Che Aurelio vedremo? Vi sentite competitivi?
“Non facciamo come altre squadre, che si guardano attorno per prendere i migliori giovani al fine di essere sempre più forti. Noi vogliamo contare sulle nostre forze, non saremo al massimo livello, ma di sicuro avremo un’identità nostra, un forte legame con la società. Un giocatore che viene da fuori, magari un po’ più bravo ma senza un sentimento d’appartenenza, può aiutare nell’immediato, in situazioni sporadiche, ma poi alla lunga non funziona e ad un certo punto andrebbe anche via. Sarebbe un controsenso fare così, noi vogliamo che i nostri ragazzi restino”.

Infine, ringraziandola per la disponibilità, quali risultati vorreste ottenere l’anno prossimo?
“Il target dell’Aurelio è questo: non siamo un top club, ma vogliamo raggiungere la situazione di non dover preoccuparci di cercare giocatori altrove. C’è tanto lavoro sui ragazzi e su questo progetto di continuità, che sento molto mio essendo il Responsabile della Scuola Calcio, quindi vorremmo ottenere dei risultati con il nostro prodotto, ci darebbe una soddisfazione enorme e secondo me tutte le società dovrebbero fare così”.