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Barcaccia: cronache dallo scempio. Lo sgomento di residenti, turisti e negozianti

A 24 ore dall'ondata di violenza che ha danneggiato uno dei più celebri monumenti della Capitale, volti e storie diverse per esprimere la stessa indignazione



foto©GazzettaRegionaleOggi Piazza di Spagna sembra quella normalissima attrazione che, come ogni giorno, attira le migliaia tra turisti e di concittadini che quotidianamente, a Roma, affollano la zona del Tridente.. ma non è così: già dall'uscita della metropolitana si avverte un'atmosfera da day after, che serpeggia nell'aria e che si rende sempre più palpabile mano mano che si percorre il Vicolo del Bottino. Una volta usciti sullo slargo, dinanzi ai primi gradini di Trinità dè Monti si affolla il solito via vai di turisti intenti a scattare fotografie o, per essere più al passo con la moda del momento, dei selfie opportunamente attrezzati. Eppure, a pochi metri, c'è qualcos'altro che catalizza l'attenzione generale: è la Barcaccia, la celebre fontana berniniana che da quasi quattro secoli staziona nel largo tra la scalinata più celebre del mondo e Via Condotti. E non è la solita attenzione del turista intento ad ammirare un pezzo d'Arte: la Fontana infatti è vuota ed all'interno si affaccendano con grande perizia i tecnici della Soprintendenza che stanno lavorando al suo ripristino. Fin qui sembra una cronaca di ciò che si poteva osservare non molti mesi fa quando la fontana, prima della sua restituzione alla cittadinanza nel dicembre 2014, fu completamente consolidata e ripulita; un intervento costoso, che tuttavia ebbe il merito di ripristinare un'opera tra le più significative del periodo barocco romano. Invece, una vistosa spaccatura sul bordo della vaschetta centrale e la camionetta dei Carabinieri poco distante ci ricordano qualcos'altro, qualcosa di peggio: la Barcaccia è la vittima illustre, l'unica – non vittima umana, ma non per questo meno importante – degli scontri tra le Forze dell'ordine ed il manipolo di hollingans olandesi, completamente in preda ai fumi dell'alcool, che hanno messo a ferro e fuoco la Capitale nel pomeriggio di ieri.


foto©GazzettaRegionaleLa Storia. La Barcaccia è una delle Fontane monumentali della Capitale: la sua edificazione inizia  intorno al 1627, a partire da un più grosso progetto inteso ad ampliare e rinforzare l'acquedotto dell'Acqua Paola. Papa Urbano VIII decise che della realizzazione della Fontana dovesse occuparsi Pietro Bernini, il quale si fece aiutare dal suo giovane figlio, Gian Lorenzo, poco meno che trentenne. Fu quest'ultimo, molto probabilmente, a terminarla, essendo sopraggiunta intanto la morte del padre. L'idea di fondo è affascinante: dando seguito ad una credenza popolare ancora molto accreditata, secondo cui una piena del Tevere nel 1598 lasciò sul posto una barca in secca, fu creata in loco una vasca che rassomigliasse ad una barca semi-sommersa, ricca di zampilli d'acqua ed allo stesso tempo ingentilita da decorazioni – tra le quali spiccano le api barberiniane, rimando allo stemma araldico della famiglia del committente, allora pontefice - in maniera comunque assai sobria ed ordinata.  Il nome “barcaccia” deriverebbe proprio dal termine romanesco con cui si identifica una barca prossima all'affondamento o comunque alla deriva. L'opera fu successivamente raggiunta, nel sec.XVIII, dalla scalinata che congiunse la piazzetta alla soprastante Chiesa della Trinità dè Monti, mentre nel 1986, 1993 e 1994-1999 furono compiute le prime operazioni di restauro. Il più importante intervento di consolidamento risale infine allo scorso anno quando, con una spesa di poco più di duecentomila euro, la Fontana era tornata al suo completo splendore.


foto©GazzettaRegionaleI danni. La vergognosa guerriglia urbana che ha colpito il centro storica della Capitale, poche ore prima della partita tra la Roma e il Feyenoord ha comportato una serie di seri ed irreparabili danni alla struttura della Fontana. Intanto una squadra degli operatori del pronto intervento Lavori Pubblici e personale della Protezione Civile di Roma Capitale hanno svuotato la Barcaccia dai rifiuti ed hanno verificato l'entità dei danni. Annamaria Cerioni, responsabile del servizio restauri della Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali, raggiunta sul posto da Gazzetta Regionale, ha dichiarato “Il danno maggiore è sicuramente nel frammento che è stato staccato. Largo otto centimetri ed alto tre centimetri e mezzo, è stato divelto dalla vaschetta centrale. Seguono numerose scheggiature, segni di bottigliate e numerosi graffi su tutta la superficie, compresa l'impermeabilizzazione. La tempistica è mirata nel concludere le operazioni di ripristino entro la giornata di oggi: ad ogni modo il danno resta irreparabile, perchè se nell'ambito di qualsiasi opera d'arte si rompe un pezzo, lo si può rincollare ma intanto si è persa la volumetria e la perfezione del bene. Un conto è l'usura, un altro conto purtroppo è il danneggiamento.” Frasi che da sole pesano come macigni e lasciano attoniti, ma che non restano le sole.


foto©GazzettaRegionaleLo sgomento dei negozianti. Alle parole della Cerioni fanno eco quelle dei numerosi negozianti della zona. Nel racconto della dipendente di una dei numerosi esercizi commerciali che corrono tra la Barcaccia e Piazza Mignanelli c'è in particolare tutto lo smarrimento e l'orrore per l'accaduto “E' stato scandaloso: lavoro qui da venticinque anni ed è la prima volta che accade qualcosa di simile. Vedere questi posti presi di mira da gente che ancora non so come definire, che lanciava per aria bottiglie di vetro, in preda all'ubriacatura e senza scrupolo, oltre che urinare davanti alle boutique.. puro vandalismo.” E subito aggiunge “Abbiamo dovuto chiudere immediatamente la porta, barricandoci all'interno del negozio con numerosi turisti che, si accalcavano sull'ingresso. Li abbiamo dovuti rassicurare, erano terrorizzati. Già dalla mattina erano presenti piccoli gruppi di hooligans, ma il grosso è arrivato intorno alle quattordici-quindici, mentre le forze dell'ordine sono intervenute grossomodo alle sedici; un'ora dopo tutto era terminato ma il danno, anche economico, si è ripercosso nel resto della giornata.” La negoziante conclude così “E' stata una giornata triste per noi, per Roma. E la cosa più triste è dover cercare spiegazioni di fronte a turisti stranieri che ci chiedono come sia possibile che in una città come la nostra possiamo permettere tutto questo. E' una vergogna.” 


foto©GazzettaRegionaleIl disappunto di residenti e turisti. Tornando nei pressi della Barcaccia, non è raro imbattersi in residenti e turisti che sono sul posto a rendersi conto della situazione e che esprimono all'unisono un unico sentimento di sdegno. Alle transenne, una signora residente in zona è vistosamente perplessa. “Questa meraviglia – afferma - era stata restaurata pochissimo tempo fa, dopo non so quanto tempo in cui il transennamento l'aveva nascosta ai nostri occhi. Fu un evento al punto tale che, abitando abbastanza vicino, venni a vedere l'inaugurazione. Noi romani fummo assai entusiasti”. Ad essa fa eco un'altra residente, fino a poco prima attenta ad osservare le operazioni di restauro, che afferma “Questi atti di vandalismo, gratuiti, ci fanno male. Poi il prendersela con le opere d'arte è un grande insulto, anche perchè è pur sempre una Fontana del Bernini, non una fontanella dell'angolo di strada: ieri sera era ridotta ad un cassonetto, piena di bottiglie vuote e varie porcherie. Per noi è un grosso dispiacere, pur avendo tante opere d'Arte.” Un altro residente, poco oltre, incalza “Non sono terroristi e siamo d'accordo, ma questi 'tifosi', che vengono da un paese 'civile' come l'Olanda, beh, un attimino potevano contenersi un po' di più, no?”. Stessi sentimenti tra i turisti: una coppia bolognese, impietrita dinanzi alle transenne, racconta “Siamo a Roma da oggi e Piazza di Spagna  figura tra le mete comprese del nostro soggiorno romano: ora siamo dinanzi ad una Fontana monumentale non solamente vuota ma anche danneggiata e ci dispiace, ci ferisce un qualcosa del genere, che umanamente non è concepibile.” Inconcepibile, appunto. Un qualcosa a cui nessuno avrebbe voluto assistere ma che intanto è successo e costringe ancora una volta la Caput mundi a leccarsi le ferite, con la consapevolezza che le cicatrici di questi ultimi eventi, resteranno impresse per sempre su di una tra le innumerevoli opere di pregio artistico che il mondo intero ci invidia.