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Bartoli: "Il mio Savio è sereno ed in crescita"

Le dichiarazione del tecnico azzurro dopo il big match di domenica contro l'Ostiamare di Mussoni



Diego Bartoli ©Laura Del GobboNel big match della quinta giornata il Savio è caduto di misura per mano dell’Ostiamare di Mussoni. Prima sconfitta stagionale dunque per il gruppo guidato da Diego Bartoli, che analizza così la prestazione dei suoi: “E’ stata una partita strana, sono abbastanza soddisfatto di come si sono comportati i miei, tenuto conto dell’aspetto che riguarda come le altre squadre impostano le partite contro di noi. La squadra ha avuto difficoltà nello sviluppo di azioni importanti, perchè quando in campo c’è tanta densità come ha fatto l’Ostia, allora le conoscenze tecnico-tattiche dei singoli giocatori diventano decisive. Fatta questa premessa, abbiamo fatto una buona gara, non ad altissimi ritmi, ma ci abbiamo provato. Il pareggio forse sarebbe stato il risultato più giusto: resta l’amaro in bocca per l’esito finale, ma c’è serenità perché la squadra sta crescendo e tutti quanti sappiamo dove vogliamo arrivare. Col tempo andrà sempre meglio: va bene così, è un’esperienza che servirà ai ragazzi, affinchè capiscano a quali partite possono andare incontro”. Il Savio ha impostato la gara alla solita maniera, gestendo molto bene il possesso palla e tessendo trame elaborate. Tuttavia ha mancato di incisività davanti, soprattutto nel primo tempo, quando è mancato un terminale offensivo che finalizzasse tutta la manovra blues. “Facciamo un certo tipo di gioco ed abbiamo dei giocatori che devono acquisire alcune attitudini, questa è la difficoltà più grande che abbiamo al momento: completare ciò che facciamo, ed è un fattore direttamente proporzionale alle caratteristiche dei giocatori che si hanno a disposizione. Alcuni dei nostri ragazzi vengono da categorie minori, quindi sommando scarsa esperienza al fatto che alcuni elementi non hanno prerogative da centravanti puri, ecco che si fatica. Bisogna aspettare che i ragazzi crescano: gli allenatori spesso si lamentano, ma dimenticano che hanno a che fare con ragazzi di 15 anni. I tecnici devono fare il proprio lavoro e fornire le conoscenze opportune ai ragazzi”.