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Categorie: Giovanili - Juniores

Battesimo di fuoco per il Fondi di mister Di Mambro: c'è l'Ostiamare

Sul campionato il tecnico promette: "Niente ansia di classifica. Punto alla crescita del team".



In un calcio spesso additato, e non a torto, come fabbrica di superficialità e di cattivi esempi, è un bene che allenatori come Bruno Di Mambro riportino questo sport nella dimensione che gli compete, quella di un'attività competitiva ma che sia vissuta con rispetto e che sia d'esempio per una società che l'ha eletta a simbolo sportivo. Questo soprattutto a livello giovanile, e soprattutto in una fase in cui lo stesso movimento nazionale è alla ricerca di una riscossa attraverso il coinvolgimento proprio delle nuove generazioni. Non sappiamo come andrà contro l'Ostia Mare, ma di sicuro, almeno sotto il profilo dell'atteggiamento, il Fondi partirà col piede giusto.  


Bruno Di MambroMister Di Mambro, domani subito un esame difficile per il suo Fondi, che se la vedrà con la prima dello scorso campionato: l'Ostia Mare. Affrontare subito la corazzata di Franci sarà un vantaggio o un'insidia? 

"Francamente non conosco nello specifico l'Ostia Mare di Franci. Non più di quello che mi è stato riferito. Del resto questo è il primo anno per me in questa categoria. Tuttavia cercheremo di partire col piede giusto, ma consapevoli del livello dell'avversario. Scontiamo una preparazione iniziata in ritardo, come spesso capita in questa serie. Dunque non ci facciamo illusioni. Se non dovesse andare bene - ragiona Di Mambro - non ci abbatteremo; piuttosto andremo avanti con maggior risolutezza. Naturalmente quello che proprio non accetterò, in caso di sconfitta, sarà una goleada, che la mia squadra di certo non merita".  


Come contrasterete la corazzata di Franci?

"La nostra è una squadra molto giovane, di fatto un team d'Allievi composto di soli '97 e '98. Conterò sulla loro fame di risultato e la loro freschezza ma so che, privi di fuori quota, sarà dura produrre una vittoria. Tuttavia il risultato mi interessa poco, la mia filosofia si basa su altro. È la crescita umana e la professionalità che voglio da questi ragazzi; con queste premesse i risultati arriveranno, se non sabato la volta successiva".   


Nella passata stagione il Fondi ha mancato di poco un piazzamento fra le prime cinque. Crede che quest'anno si potrà salire di qualche gradino? 

"Vede, l'addio dei quattro classe '96 che erano in rosa lo scorso anno, colonne portanti della formazione, rischia di pesare nell'economia del campionato e dunque sulla classifica. I '98 che li hanno rimpiazzati sono estremamente svegli e preparati ma, come è naturale, sconteranno quei due anni di esperienza in meno. Comunque saranno proprio queste prime settimane di campionato a darci il polso delle nostre potenzialità".   


Quali obiettivi si è posto per questa stagione? 

"Decisamente la crescita di questi ragazzi. Non solo sportiva ma anche e soprattutto umana. Questo è sempre stato il mio cavallo di battaglia, il mio marchio di fabbrica in trent'anni che svolgo questa attività. Ho scelto di allenare in questa categoria proprio per l'assenza del pesante assillo della salvezza. In questa serie credo si possa lavorare al meglio per sviluppate nei ragazzi quella cultura calcistica della serietà, del sacrificio e del rispetto che, come le anticipavo, rappresentano la mia filosofia da sempre".