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Categorie: Giovanili - Juniores

Bianchi e Meledandri: lo specchio di Grifone e Tor di Quinto

I due centrocampisti sono l'immagine più chiara in cui rispecchiare il gioco che hanno in mente Radi e Vergari



Dopo aver fatto parlare i numeri, andiamo dentro al campo. Più precisamente al centro, dove vengono decise nella maggior parte dei casi tutte le sfide da quando un pallone rotola sull'erba. Il Grifone Monteverde ed il Tor di Quinto hanno dimostrato sin qui (numeri alla mano, ma non solo) di avere la possibilità di poter arrivare fino in fondo in questo campionato. Sono due formazioni che hanno caratteristiche molto diverse: nell'interpretazione della gara, nel modo in cui vanno a segno e nella reazione alle difficoltà. Differenze che vengono riproposte da due dei giocatori chiave agli ordini di Alessandro Radi e Valentino Vergari. Alessandro Bianchi e Lorenzo Meledandri, entrambi centrocampisti, ma con funzioni e metodi di gioco completamente differenti. Entrambi sono quanto di più vicino ci sia all'immagine che Grifone e Tor di Quinto danno di loro allo specchio. Le scelte fatte dalle società si sono rivelate dunque davvero appropriate, perché hanno permesso ai due tecnici di avere due giocatori assolutamente funzionali ai loro sistemi di gioco e alle loro idee.

Alessandro Bianchi (a sinistra) e Lorenz Meledandri (foto Del Gobbo)Ex Futbolclub Meledandri era reduce da uno scudetto sfiorato in maglia orange agli ordini di Roberto Baronio ed è un giocatore che sa interpretare bene entrambe le fasi. La sua corsa in mezzo al campo non è mai fine a sé stessa e non è difficile vederlo ripartire ed aiutare i compagni quasi per l'intera durata della gara. Nei match più complicati affrontati fin qui dal Tor di Quinto, Meledandri è sempre stato uno dei migliori per qualità nell'applicazione ed intelligenza tattica. Sa distruggere il gioco avversario e sa anche come liberarsi del pallone in maniera utile per favorire l'azione dei rossoblu. Giocatore versatile, che sa anche inserirsi con pericolosità nell'area avversaria e che ha anche un buon rapporto con il gol. Non ha problemi nella gestione fisica del match, anche se in alcuni frangenti la sua volontà e forza fisica lo portano ad eccedere nel contrasto. E' dunque una pedina fondamentale per il gioco di Vergari, che cerca di svilupparsi con un palleggio quai ridotto al minimo per poi puntare sulle individualità di grande spessore che il Tor di Quinto ha nel reparto avanzato. Insomma, un muro di gomma che sa anche adattarsi in qualità di regista, all'occorrenza, nel corso del match. Un centrocampista moderno, dinamico, che può ancora migliorare ed imporsi maggiormente.


L'erede Bianchi, al contrario, risponde molto più ai canoni del classico regista. E' lui a chiamare ed orchestrare l'incredibile quantità di palleggio e di movimenti del Grifone Monteverde. E' un classico “4” che dal centro del campo osserva il gioco e lo fa muovere. E' in pratica l'erede naturale di un altro giocatore con caratteristiche molto simili, Alessio Di Maggio, che in questa stagione ha fatto maggiormente la spola tra prima squadra e Juniores rispetto all'anno scorso. Nel match contro l'Accademia Calcio Roma (perla rara di bellezza calcistica del collettivo) Bianchi giocò dal primo minuto, Di Maggio subentrò in corso d'opera, ma il Grifone in quell'occasione non risentì minimamente dell'assenza del giocatore ora alla Vis Artena. E' un metronomo perfetto e, come il compagno di reparto avversario, riesce anche ad andare a segno con buona regolarità. Visione di gioco ed un piede praticamente fatato gli consentono di far correre veloce il pallone e di dare il ritmo giusto agli incontri. Difficilmente forza la giocata e riesce a trovare spazio e tempo per servire i compagni. Sarà dunque davvero interessanti vederli l'uno contro l'altro nella sfida di sabato, anche perché è probabile che Meledandri si troverà spesso ad intercettarne le idee e le giocate.