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Bollini:"Lazio, i dettagli hanno fatto la differenza"

Ad un'ora dall'inizio dell'ultimo atto della stagione, l'ex tecnico biancoceleste analizza il momento della Lazio concentrandosi sulle ultime annate



Image titleHa vinto uno scudetto e perso una finale, non in quest'ordine. Ha poi seguito Reja lasciando in eredità a Simone Inzaghi l'onere e l'onore di guidare la Primavera della Lazio. L'ex attaccante biancoceleste ha portato ben in alto in vista le insegne con l'aquila, arrivando a raggiungere prima una semifinale, persa ai supplementari, ed una finale, vincendo nel mezzo due volte la Coppa Italia ed una Supercoppa. E' normale, dunque, che Alberto Bollini abbia la Lazio, ed il suo settore giovanile in particolare, nel cuore. A poco meno di sessanta minuti dal calcio d'inizio di Lazio  - Torino, l'allenatore ora al Lecce ha espresso il suo parere sulle frequenze di Lazio Style Radio


“Dal 2010 al 2015 siamo alla terza finale Scudetto, non c’è dubbio che qualcosa d’importante è stato fatto. La cura quotidiana dei dettagli ha fatto la differenza. Per quanto mi riguarda, sono stato facilitato dalla mia esperienza precedente a Formello. Dal 2010 la società ha iniziato a puntellare con costrutto una rosa non più solo fondata sulla romanità. L’impatto non è stato comunque semplice, ma la squadra mi ha sempre seguito. Abbiamo instillato nei ragazzi una mentalità vincente. Ho sempre badato molto alla crescita dei singoli, c’è voluta abnegazione e volontà. Per me è motivo d’orgoglio e di vanto quando questi ragazzi si affacciano al mondo della prima squadra, è un successo quando i miei vecchi ragazzi ti ringraziano tramite messaggi del lavoro svolto insieme, prima della finale di Coppa Italia contro la Fiorentina della scorsa stagione” 


Danilo CataldiIl tecnico di Poggio Rusco si sofferma poi sui singoli, quelli allenati (quasi tutti) e quelli attuali. “Credo che servano passaggi graduali. Lo stesso Cataldi ha avuto un percorso step by step passando per una piazza ottima per i giovani come Crotone. Onazi e Keita invece sono riusciti ad arrivare direttamente tra i grandi, cosa veramente difficile. Tra l’altro mi ricordo di un gol del nigeriano in Primavera nel 2010/11 a Napoli, in una partita da dentro o fuori. Per questo il gol decisivo al San Paolo di qualche settimana fa non mi ha colto di sorpresa. Eddy è un ragazzo generoso, è cresciuto tantissimo da quando è arrivato a Formello in un gruppo di lavoro forte. Per quanto riguarda gli attuali prospetti della Primavera, Pollace andrà sicuramente in una categoria in cui dovrà consacrarsi come professionista. Gli stessi Murgia, Seck ed Oikonomidis hanno margini di miglioramento importanti"