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Categorie: Lega Pro - Nazionali

Caio Gobbo Secco è della Lupa Castelli Romani

Il portiere brasiliano classe 90 ha infatti difeso i pali della porta della Lupa nella gara contro il Messina, sfoderando un paio di interventi da applausi



Caio Gobbo SeccoNemmeno il tempo di depositare il suo contratto in Lega, che per Caio Gobbo Secco è subito arrivato il momento di scendere in campo. Il portiere brasiliano classe 90 ha infatti difeso i pali della porta della Lupa nella gara contro il Messina, sfoderando un paio di interventi da applausi e trasmettendo sicurezza al reparto difensivo.“Non posso dire di essere stato schierato a sorpresa, perché un portiere deve essere sempre preparato a scendere in campo”,commenta a caldo Caio Secco. “Credo di aver fatto una prestazione sufficiente, considerando che non facevo una partita ufficiale da diversi mesi. Forse all’inizio ho avuto qualche difficoltà a livello di ritmi e tempi di gioco, ma sono certo che con il tempo migliorerò”.

Perfettamente d’accordo anche l’Amministratore Delegato Pietro Rosato, che ha scommesso forte su Caio Secco: “Il ragazzo mi è stato proposto da Angelo Cristofoletti, una persona verso la quale nutro una grande stima a livello umano e professionale; lui si è esposto in prima persona per portare Caio Secco qui alla Lupa, per farlo provare, fermamente convinto che potesse fare al caso nostro. Al giocatore è bastato poco per convincerci delle sue potenzialità: pur avendo la massima fiducia in Tassi, che ha subito in estate un infortunio importante, siamo sicuri che Caio potrà darci una mano in un campionato che domenica dopo domenica si conferma davvero difficile. A Messina si è dimostrato sicuro, in un paio di interventi è stato decisivo: è un portiere che ha esperienza, come tutti i portieri brasiliani è bravo con i piedi, e fin da subito ha dimostrato di apprezzare questo senso di appartenenza che ci lega tutti qui alla Lupa, quello che dovrà guidarci verso la salvezza”.

Genitori brasiliani, bisnonni italiani, Caio Secco è arrivato in Italia già nel 2013. Fu il Parma, tramite Antonello Preiti, a scovarlo in un campionato regionale e ad aggiudicarsene il cartellino. Da lì, il prestito al Crotone e gli esordi in serie B: “Inizialmente l’impatto con il campionato italiano è stato un po’ difficile”, ricorda Caio Secco. “Avevo tante cose da imparare, non solo a livello calcistico, quindi considero il primo anno come un periodo di adattamento. Nella stagione successiva, poi, ho guadagnato maggiore spazio, sia nei mesi vissuti in B con il Crotone che in seguito, con il passaggio al San Marino in Lega Pro. Alcune settimane fa, grazie al lavoro di Angelo Cristofoletti e Pietro Rosato, sono arrivato qui alla Lupa per un periodo di prova. Fin da subito ho sentito la fiducia dell’ambiente, che mi ha trasmesso la tranquillità necessaria per lavorare duro e rimettermi in forma a livello fisico, dopo un po’ di tempo che ero fermo. Qui ho trovato un gruppo meraviglioso, di bravi ragazzi e ottimi calciatori, e sono contento di essere qui. Credo che questa squadra abbia le qualità per raggiungere la salvezza, basta solamente ‘un giro di chiave’ a livello psicologico, per calarsi completamente nella realtà della Lega Pro, ma sono sicuro che avverrà. Per quanto mi riguarda, so di dover lavorare duramente e ringrazio il mister Spinosa, che mi sta aiutando tanto, ma anche Tassi e Scarfagna che fin da subito mi sono stati vicini. Sono entrambi dei portieri molto bravi, ma è ovvio che quando entriamo in campo lasciamo da parte l’amicizia e lavoriamo per noi stessi; una cosa è certa: io non li vedo come rivali, ma come compagni di squadra, e sono convinto che la competizione non può che essere positiva, perché alza il livello del lavoro”.

Idee chiare e testa sulle spalle, in campo Caio Secco ha tutte le caratteristiche dei portieri brasiliani: agilità, reattività e capacità di giocare con i piedi. A livello tattico, però, non c’è storia, e Caio vota per il calcio italiano. “In Italia dalla serie A alla Lega Pro trovi tanti allenatori che capiscono di tattica, e questo rende il calcio molto più difficile ma anche affascinante. in Brasile è magia, dribbling, ma non c’è molta consapevolezza dal punto di vista tattico, per questo anche per un portiere serve del tempo per adattarsi. Tra i portieri brasiliani molti parlano di Julio Cesar perché ha fatto la storia nel calcio italiano ma io tifo per Neto: ci ho giocato contro a livello giovanile e sono convinto che abbia tutte le carte in regola per fare una grande carriera. È sicuro, completo, e non credo sia arrivato alla Juve per caso. Tra gli italiani, a parte Buffon che ormai è una vera e propria leggenda mi piace Perin, un portiere giovane con uno stile diverso, più sciolto, un po’ pazzo, coraggioso. Io? Beh, io spero di dimostrare in campo il mio valore e di essere di aiuto a questa Lupa”.