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Categorie: Dilettanti

Calcio e violenza: botte e sprangate sugli spalti di Magliano Romano

Quaranta incappucciati aggrediscono i tifosi dell'Ardita, tre in ospedale. In manette nove giovani, tutti vicini all'estrema destra. Il tweet del figlio di Di Bartolomei: "Solidarietà ai ragazzi dell'Ardita"



Ci risiamo. Ancora una volta, a prendersi la scena è qualcosa di ben diverso dallo sport. In questo weekend, la spirale autodistruttiva in cui il calcio sta tristemente scivolando ha raggiunto forse il suo punto più basso. Nulla a che vedere con gol, dribbling o parate. Si parla piuttosto di botte, sprangate e squadroni incappucciati.

I tifosi dell'ArditaL'agguato. E' domenica pomeriggio, siamo in Terza Categoria, i padroni di casa del Magliano Romano ospitano l'Ardita, squadra di azionariato popolare fondata tre anni fa da ragazzi del quartiere romano di San Paolo. E' passato poco più di un quarto d'ora dall'inizio della partita quando i tifosi ospiti  - che sono tutti legati ad ambienti di sinistra pur non manifestandolo mai sul campo, ndr -  vengono letteralmente aggrediti da circa quaranta persone, armate di spranghe e bastoni, apparse improvvisamente all'interno dell'impianto. Il blitz dura pochi minuti ma tre giovani tifosi dell'Ardita rimangono feriti e, dopo l’intervento dell'ambulanza e delle forze dell'ordine, vengono subito trasportati all’ospedale di Monterotondo, dove i medici hanno potuto verificare l’entità dei loro traumi che richiederebbero una prognosi che va dai dieci ai quaranta giorni. L'imboscata, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe una matrice di stampo politico dato che, come riportano anche alcuni testimoni, la spedizione punitiva sarebbe stata condotta da giovani di estrema destra, tutti a volto coperto, e poi scappati su delle auto che li attendevano fuori dai cancelli dell'impianto.

Le indagini. Subito al lavoro le forze dell'ordine delle compagnie di Civita Castellana e Bracciano che hanno messo in manette nove giovani estremisti di destra, tutti della provincia di Viterbo. In tarda serata una pattuglia della compagnia di Civita Castellana ha infatti fermato le due vetture sospette, rinvenendo anche bastoni, passamontagna caschi e taglierini, con a bordo i 9 giovani di età compresa tra i 18 e i 32 anni. Ora agli arresti domiciliari, dovranno rispondere di lesioni gravissime.

Il comunicato. Già nel pomeriggio di ieri la stessa società Ardita ha provveduto a rilasciare un proprio comunicato ufficiale che vi riproponiamo in versione integrale: 

"Durante la partita di oggi abbiamo subito un'aggressione sugli spalti da parte di persone a volto coperte e armate di spranghe e bastoni. Questi fatti ci lasciano attoniti in quanto non comprendiamo le motivazioni alla base di tale gesto. Questa è la terza stagione che ci vede protagonisti all'interno dei campionati federali, nei quali abbiamo sempre riscosso un notevole successo in termini di partecipazione e consenso dimostratoci anche dalle società calcistiche incontrate sul nostro cammino. In conclusione, questo attacco è da considerarsi rivolto non soltanto a noi bensì a tutte le società che promuovono un modello differente di sport e a tutte quelle realtà sociali che operano nei territori di Roma e limitrofi.

AVANTI ARDITA!


Il tweet del figlio di Agostino Di BartolomeiTante gli attestati di stima e solidarietà ricevuti attraverso la rete e i social network a dimostrazione di quanto una realtà come quella dell'Ardita fosse importante e intrecciata al tessuto sociale romano ma non solo. Oltre alla vicinanza degli addetti ai lavori e di semplici appassionati di sport, spicca poi il tweet di Luca Di Bartolomei, figlio dello storico capitano giallorosso Agostino, che riportiamo qui a fianco.

Sembrano così cadere nel vuoto nel vuoto le parole che, solamente un paio di settimane fa, il presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli aveva pronunciato circa il diffondersi della violenza nel mondo del calcio. Ovviamente, quello di Magliano Romano, è un caso limite che però deve rappresentare lo spunto di riflessione definitivo dei tanti appassionati che popolano i campi dilettantistici e non solo. L'errore più grande sarebbe infatti limitare questa vicenda a mero fatto di cronaca. In un universo che è sempre più estraneo a quei valori che ne dovrebbero costituire l'essenza, c'è bisogno di una presa di coscienza forte e chiara da parte di tutti. Perchè, se è vero che lo sport può cambiare il mondo, è compito nostro renderlo un posto migliore.