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Campidoglio, nuova giunta per Marino: dentro Danese, Sabella e Pucci

Fra tensioni interne al partito e operazioni giudiziarie, il Sindaco riparte con una nuova squadra in cui spicca il nome di Sabella alla Legalità



La nuova giunta MarinoAlla fine è arrivato. Il rimpasto della Giunta capitolina voluto dal Sindaco – ma ancora di più dal Pd romano e non solo – è stato formalizzato questa mattina in Campidoglio. L’obiettivo di Marino era quello di segnare il passo rispetto alla precedente formazione, aumentando i ritmi di delibere e decisioni che avevano messo sotto attacco il Primo cittadino romano accusato – fra l’altro - di immobilismo.


Sabella, Danese, Pucci. Il Marino-bis parte da un volto simbolo della lotta alla criminalità come Alfonso Sabella. Dopo il via libera del CSM per l’incarico cittadino, il giudice, già sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo, ha preso il posto di assessore alla Legalità: un ruolo delicato viste le recenti indagini giudiziarie, voluto, però, fortemente da Marino per dare un  imprinting di cambiamento e di sicurezza rispetto ai coinvolgimenti della politica nella vicenda Mafia Capitale. Vicenda che aveva portato alle dimissioni dell’ex assessore Ozzimo, oggi sostituito da Francesca Danese che prende il suo posto nel settore Casa e Politiche Sociali, ponendo fra i suoi primi obiettivi il piano freddo, ancora non finalizzato. Ultimo neo entrato nella giunta del Marino-bis è Maurizio Pucci che assume le deleghe per i Lavori Pubblici, il Decoro e la Protezione Civile.


Conferme e nuovi incarichi. Per il resto la squadra non cambia, anzi si rafforza. Detto di Valeria Baglio e di Gemma Azuni, neo elette Presidente e Vice Presidente dell’Assemblea Capitolina – un primo storico per due donneal timone dell’Aula Giulio Cesare - Silvia Scozzese, Guido Improta, Giovanni Caudo, Estella Marino e Giovanna Marinelli restano al proprio posto. Per la Marinelli anzi arriva anche la delega al Turismo, così come il Vice Sindaco Nieri prende il settore Periferie. Una ulteriore conferma a quel “Io e Luigi siamo un ticket” con cui Marino aveva spazzato via le voci su un possibile cambio al posto di numero due capitolino, confermando la fiducia a Nieri e Sel.