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Capolavoro del Certosa: il San Lorenzo s'inchina

La formazione di mister Torretti non sbaglia nulla



10a Giornata
0 - 3

MARCATORI Pratillo 11’pt (C), Calì 1’st (C), Di Cosimo 31’st (C)
SAN LORENZO Ferri, Chimeri, Galassi, Mazzoni, Proietti, Falasca, Giorno (32’st Caponera), Di Biagi (30’st Migani), Ferdinandi (32’st Cecchini), Lanzeri (12’st Cimei), Barbacane (23’st Del Vecchio) PANCHINA Carcetti, Schembri ALLENATORE Aquilani
CERTOSA Rosati (27’st Tudini), Zuffi (33’st Hema), Gioia, Pratillo (14’st Di Cosimo), Amente (20’st Ruscio), Origlia (20’st Valeri), Giordani, Calì (17’st Ruggieri), Arfoui, Conti (14’st Volanti)
ALLENATORE Torretti
ARBITRO Igliozzi di Roma 2
NOTE Ammoniti Falasca, Di Biagi (S)

Gran partita del CertosaUn Certosa impressionante. Non si parla, qui, del risultato ottenuto col San Lorenzo che ci mette il cuore e difende coraggiosamente. Si discute di tattica, e ancor più di tecnica. Quello che stupisce nella formazione di Torretti (sarà un caso che si contende il primo posto con il Tor Tre Teste?) è soprattutto l’intercambiabilità. Durante la gara si assiste a ben sette sostituzioni, che con sorpresa lasciano quasi invariati i ritmi in campo. In ogni reparto c’è qualità e attenzione, lo schema di arrivare sotto porta con pochi passaggi netti funziona bene e si ripete continuamente pur con giocatori diversi. Diverso il discorso per il San Lorenzo, che non gioca male ma che ha la panchina vessata da infortuni e squalifiche, con ben cinque persone sotto età in rosa. I locali provano fondamentalmente ad arginare i rivali e portare a casa un pareggio, difficile chiedere di più contro la capolista.
Al 8’ Conti prova il tiro di controbalzo, si stende bene Ferri. Al 11’ un capolavoro fra le opere d’arte: Pratillo, che già dai primi istanti mostra grande caparbietà e voglia di incidere, batte un corner. Mirare al secondo palo va bene, anzi benissimo, ma nessuno avrebbe mai previsto un colpo alla Recoba, e la palla finisce dritta sotto al secondo incrocio con una piccola deviazione (ininfluente) di Ferri, 0 a 1 che vale quasi doppio per il gesto atletico. Al 17’ è ancora Pratillo a cercare il raddoppio da fuori area, la botta è forte ma Ferri trova la deviazione in angolo. Il resto del primo tempo, pur non segnato da molti episodi significativi, mostra un Certosa saldamente aggrappato al pallone che con spirito d’iniziativa rischia diverse volte di concludere sotto rete. Di contro i locali coprono energicamente, ma la distanza fra il centrocampo e la linea d’attacco è troppo evidente e impedisce il progredire delle offensive. Nella ripresa cambia poco, ma già al 1’ un nuovo brivido per il pubblico: Calì riceve palla e vola letteralmente dentro l’area, passa in mezzo a due difensori e calcia a rete lo 0 a 2 che mette in pace l’animo di mister Torretti. Al 13’ Bizzocchi su punizione da 30 metri chiama l’intervento di Ferri coi pugni, Arfoui è lesto a ribattere in gol da due metri ma Igliozzi annulla per presunto fuorigioco del 10 ospite (presumibilmente già sulla punizione del compagno, vista l’assenza di altri tocchi). Al 29’ le squadre sono ormai molto più larghe, Hema prova il calcio di punizione a giro dalla sinistra e riesce anche bene, bravo però l’1 di casa a sventare in calcio d’angolo. Al 31’ colpaccio finale del Certosa che chiude definitivamente la gara, e ovviamente è un’altra chicca da serie A: Di Cosimo riceve una palla vicino la bandierina, il pressing del terzino è forsennato e l’azione sembra già persa. Eppure Di Cosimo si libera con una giravolta, corre in velocità verso la porta, evita un secondo centrale in doppio passo e dal vertice destro dell’area, leggermente interno, prova il missile su secondo palo, 0 a 3 col bacio accademico e tutti sotto la doccia.