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Categorie: Dilettanti - Promozione

Carratoni: "Hanno fatto morire il Comunale di Capena"

Il presidente del club spiega i motivi alla base della mancata iscrizione alla prossima Promozione



Traspare grande amarezza e delusione nelle parole di Andrea Carratoni, presidente del Comunale di Capena. La Andrea Carratonisquadra non è infatti riuscita ad iscriversi al prossimo campionato di Promozione, ponendo così fine ad una storia di circa trent’anni. Alla base di questa decisione non ci sono però solo i soliti problemi di soldi, ma una vera e propria diatriba nata con il Comune di Capena, che ha da poco fondato una nuova società di cui fanno parte il sindaco e diversi tra assessori e consiglieri comunali. É lo stesso presidente Carratoni a far luce sulla situazione: “Purtroppo non siamo riusciti ad iscrivere la squadra, tutte le condizioni erano avverse e il percorso non era veramente percorribile. Il comune ha deciso di creare una nuova squadra, la Onlus Capena Calcio, che partirà dalla Terza Categoria, assegnandosi la concessione del campo sportivo per un anno, dopo che quella a nostro favore era scaduta. Di conseguenza hanno tolto la gestione dell’impianto a noi che avevamo la Promozione, la Juniores che è in graduatoria per passare nei regionali e diversi anni di storia alle spalle. Il problema non è stato però solo questo, ma c’è stata una vera e propria guerra anche sul fronte degli sponsor. Questa nuova società, infatti, ha rilevato i nostri partner, convincendoli ad aiutare loro piuttosto che il Comunale di Capena. Ho parlato a più riprese con il sindaco, Paolo Di Maurizio, chiedendogli come poteva essere possibile far fallire una società come la nostra. Pensavo che sarebbe stata possibile una convivenza tra queste due squadre, ma sembrava impossibile trovare uno spazio per farci allenare, e quando lo spazio si trovava era ad orari impensabili. Ho fatto notare a più riprese al primo cittadino di Capena come lui sia il sindaco di tutti e come si sarebbe dovuto preoccupare anche del futuro della nostra società. Purtroppo così non è stato. Ho paura che sia stata messa in atto una vera e propria vendetta da parte di alcuni personaggi che, negli anni passati, avevano provato ad entrare nella nostra società. Quando queste persone sono riuscite a mettere piede in Comune hanno avuti i mezzi per mettere in atto la loro personale vendetta”. Il presidente continua parlando di come le condizioni venutesi a creare fossero impossibili da sostenere: “Noi avremmo dovuto pagare diverse migliaia di euro all’anno per l’affitto dell’impianto, considerando poi la sparizione dei nostri sponsor era tutto troppo complicato. Mi dispiace che sia stata messa in atto questa manovra solo con l’intento di farci sparire. Purtroppo fare calcio quando hai tutti contro, soprattutto a livello politico, è impossibile. Sono molto rammaricato anche dal comportamento della popolazione, che non ha mai sposato la nostra causa e non si è mai mostrata disponibile a sostenerci nella nostra protesta con il Comune”. Andrea Carratoni conclude parlando dei piani futuri: “Abbiamo trattative in ballo per provare a rilevare una società, per poter ripartire. Io praticamente ci sono nato nel calcio e non ho la minima intenzione di abbandonare questo mondo. Purtroppo sono scaduti i termini per dare vita ad una fusione con un altro club, che ci avrebbe permesso di mantenere la categoria, anche se avremmo dovuto spostarci. In ogni caso proveremo a ripartire, siamo in trattativa con una società di Prima Categoria, per riversare la nostra esperienza in un’altra realtà”. Un Andrea Carratoni amareggiato quindi per la fine del Comunale di Capena, ma ancora voglioso di vivere il calcio, anche se  in un’altra realtà.