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Carro del Roma pride incrocia la processione di S.Antonio: improperi all’indirizzo del corteo

Il fatto è avvenuto al termine della tradizionale processione in onore di Sant’Antonio: intanto, il Papa invita a difendere la famiglia naturale mentre crescono le adesioni al Family Day di sabato prossimo.



Il transito del carro a pochi metri dai fedeli (© E.D.)Increscioso fuori programma nel corso del Roma pride che si è tenuto ieri sera lungo le strade del centro capitolino: un carro di partecipanti alla manifestazione lgbt, transitando lungo via Merulana ha incrociato la processione religiosa in onore di Sant’Antonio e da lì ne è nato un attacco verbale all’indirizzo dei fedeli, che erano in sosta lungo la strada. Questi i fatti: come ogni anno nella giornata del 13 giugno, via Merulana e strade adiacenti erano interessate dalla tradizionale processione di Sant’Antonio, che tra l’altro è anche il titolare della chiesa francescana ubicata all’incrocio con Via Labicana. Al termine del corteo, i fedeli sostavano poco oltre l’ingresso della chiesa, per la precisione nei pressi del convitto francescano, quando nel corso della benedizione finale un carro con alcuni  manifestanti lgbt è transitato a pochissimi metri dai fedeli i quali, senza scomporsi hanno continuato il loro momento di preghiera, intonando il Padre nostro. Al che uno dei manifestanti si sarebbe lasciato andare ad una serie di insulti contro la famiglia naturale, urlati a squrciagola; malgrado questo incidente di percorso però, tutto è rientrato senza ulteriori turbolenze. 

La processione in sosta su Via Merulana (© E.D.)

Non si placa, ad ogni modo, il clima da scontro ideologico che in queste ore continua ad attraversare la Capitale: pochi giorni prima che si svolgesse il Roma pride (e lo stesso sindaco Ignazio Marino si mettesse alla testa del corteo che avrebbe portato in piazza almeno 250.000 supporters lgbt) Papa Francesco ha ricevuto i vescovi di Puerto Rico e nel messaggio a loro indirizzato ha ribadito l’importanza del matrimonio cristiano, espressione della “complementarietà tra un uomo e una donna, vertice della creazione divina”. Su  questo punto Bergoglio ha inoltre affermato che “le differenze tra uomo e donna non sono per la contrapposizione o la subordinazione ma piuttosto per la comunione e la generazione, sempre a immagine e somiglianza di Dio – e dunque - senza il reciproco contributo nessuno dei due può comprendersi in profondità”. Il Pontefice ha invitato infine a “prendere distanza da ogni ideologizzazione o tendenza politica che può far perdere loro tempo e il vero ardore per il Regno di Dio”, affermando che “la Chiesa in ragione della sua missione non è legata ad alcun sistema politico per poter essere sempre segno e salvaguardia del carattere trascendente della persona umana”. Sul fronte del Family Day invece, in programma per sabato 20 giugno in piazza San Giovanni, cresce il numero di movimenti partecipanti alla manifestazione. Ultime adesioni in ordine di tempo sono state: la Chiesa ortodossa rumena - già apertamente schierata contro matrimoni ed adozioni omosessuali, che ha fatto sapere tramite Padre Gabriel Popescu, Consigliere Sociale dell’Episcopato Rumeno Ortodosso in Italia, che i volontari dell’Associazione ‘San Lorenzo dei Rumeni’ scenderanno anch’essi in piazza – e l’associazione SOS Ragazzi. Quest’ultima ha dichiarato che “se vogliamo che nel nostro Paese non vengano snaturati il concetto di famiglia e di matrimonio, se crediamo che non esista un presunto ‘diritto al figlio’ ma che il bambino abbia diritto ad avere un padre e una madre che si amano, è arrivato il momento di far sentire la nostra voce”.