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Caso Metrebus: Trenitalia, Cotral ed Atac trovano un primo accordo

Dopo la minaccia della prima di abbandonare il consorzio per il biglietto unico, le tre aziende di trasporto hanno messo in piedi un primo accordo per scongiurare la scissione



Image titleSembra che tutto stia tornando alla normalità, dopo un primo accordo tra Atac, Cotral e Trenitalia che permette di scongiurare il rischio, non del tutto peregrino, di una scissione: nei giorni scorsi infatti Trenitalia aveva paventato la concreta possibilità di una sua uscita dal consorzio Metrebus, il sistema che permette agli abbonati ed agli utenti della municipalizzata capitolina di viaggiare anche su convogli ferroviari transitanti nelle tratte interne alla città di Roma. La causa della scissione? Il mancato versamento da parte di Atac di 49 milioni e mezzo di euro. Ed a questo, l’azienda nazionale assommava anche una serie di difficoltà legate all’introduzione del biglietto elettronico, recentemente realizzato. Una prospettiva a dir poco agghiacciante che, se concretizzata all’inizio del 2016, avrebbe messo i cittadini romani dinanzi al rischio di pagare biglietti aggiuntivi, fomentando un’ulteriore paralisi nel sistema di trasporto pubblico della Città eterna, già scossa e travagliata dal malfunzionamento della rete di trasporto sotterraneo. Ora invece il pericolo sembrerebbe scongiurato in quanto si è tenuto un incontro tra le tre aziende, le quali hanno messo sul tavolo i problemi ancora in campo ed individuato una serie di soluzioni: tra esse, l’emissione di una nuova card, un piano per il rientro del debito da parte della municipalizzata capitolina ed anche la riorganizzazione del sistema di gestione, attraverso una parziale cessione dello stesso alla nuova Agenzia regionale per la mobilità, da realizzare entro il gennaio del prossimo anno: questa agenzia dovrebbe fare da ente supervisore, inglobando il Centro regionale Metrebus e controllando bigliettazione e codici relativi ai titoli di viaggio. Di fatto, con questa primo accordo il Giubileo straordinario, oramai imminente, corre un rischio in meno, ma soprattutto circa 540 mila pendolari – che vedono in questa sorta di “metro aggiuntive” una valvola di sfogo ideale per traffico e disagi vari - sono stati messi definitivamente al riparo dal pericolo di uno stop permanente.