Notizie
Categorie: Dilettanti - Serie D

Caso Sora-Olbia, Pecorelli scende in campo: "Basta con le congetture"

Il presidente bianconero dice la sua dopo il comunicato stampa della società sarda sui presunti scontri: "I nostri tifosi non sono bugiardi, c'è chi deve riflettere prima di parlare"



Il "Tomei" di SoraDa una parte c'è chi dice di aver subìto un’aggressione, dall’altra chi nega e smentisce tutto. La polemica tra Sora e Olbia non accenna a placarsi. Per capire bene il motivo di questa disputa dobbiamo fare un passo indietro: è il 28 Settembre. Al “Tomei” sta per andare in scena Sora-Olbia, incontro valido per la quarta giornata di Serie D. Non tutto però fila per il verso giusto: secondo il comunicato emesso dalla questura di Frosinone “venticinque  tifosi ospiti arrivati a Sora con un pullman noleggiato a Civitavecchia. Pochi, ma con un forte atteggiamento provocatorio si schierano per cercare lo scontro. Indossano tutti una maschera in plastica bianca, felpe con cappuccio e procedono in marcia brandendo le cinture dei pantaloni, segnando il passo con cori da stadio rivolti ai tifosi locali. Tra loro anche qualche tifoso del Frosinone Calcio con cui sono gemellati. Atteggiamento aggressivo e violento anche con le Forze di Polizia presenti sul posto. Attimi di tensione si sono succeduti all’esterno dell’impianto sportivo con una vera e propria “falange “ che, impietosa, ha forzato ogni controllo". Fortunatamente non succede nulla tra le tifoserie, che non arrivano al contatto. La questura di Frosinone però emette 22 daspo (dai tre ai cinque anni) ad alcuni supporters olbiesi e frusinati. 


Pino Scanu, presidente dell'OlbiaSette giorni dopo. Partono così i daspo. Ma questa è solo la prima parte della storia ed arriviamo alla settimana successiva. C’è Arzachena – Sora: l’incontro finisce in pareggio, ma purtroppo non è la cosa che ci interessa. Di ritorno dallo stadio, infatti, alcuni sorani denunciano di essere caduti in un agguato teso dai supporters olbiesi: la macchina viene danneggiata e una ragazza addirittura ferita. Questa almeno la versione dei tifosi della compagine laziale. 

Una bufala? Secondo la dirigenza sarda sì, tanto da emetere anche un comunicato stampa: "La notizia di un agguato e relativo pestaggio avvenuto in Olbia tra Ultras/Tifosi o presunti tali della nostra squadra, è destituita di ogni fondamento. Con la vicenda di Sora, con le pesanti e, a nostro avviso, anche sproporzionate, sanzioni allo storico gruppo dei nostri supporters, speravamo di avere definitivamente chiuso una pagina che, senza alcuna ragione, ci vede comunque coinvolti e costantemente tirati in ballo. La Vergognosa, questa sì, pantomima inscenata da questi ignoti sostenitori sorani che, riescono a trasformare un banale, per fortuna, non grave incidente stradale in Arzachena, in un “strillo” mediatico di risonanza nazionale falso e passibile di procurato allarme, pone un serio problema di “accertamento delle fonti” e di rispetto della verità dei fatti, anche da parte degli organi stampa nel suo complesso”. 


Il presidente del Sora, Andrea Pecorelli


Parola al presidente Pecorelli. In tutto questo però manca un tassello, ovvero la posizione del Sora Calcio. Abbiamo contattato Andrea Pecorelli, presidente bianconero, che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La nostra posizione è quella di assoluta, estrema e totale vicinanza ai nostri supporters per quello che è accaduto, ma in generale per tutto quello che li riguarda. La questione Olbia Calcio vorrei evitare di analizzarla. E’ sotto gli occhi di tutti ciò che è accaduto nella partita svolta al “Tomei”, c’è un comunicato della Questura di Frosinone che spiega tutto. Quello che non capisco è perché venga fatto bersaglio il tifoso sorano che con i daspo non ha nessun tipo di responsabilità. Bisogna aggiungere poi che non c’è stata una gara di ritorno. Il Sora è andato a giocare ad Arzachena e i supporters al seguito erano dei semplici appassionati sportivi. Uno di questi era in compagnia della propria fidanzata: sono stati fermati, aggrediti e la macchina è stata distrutta. C’è un certificato di primo soccorso per i medicamenti occorsi alla signorina. In più è intervenuta la polizia, presso la struttura ‘Geovillage’, per sincerarsi dei danni riportati dalla vettura, che erano danni evidenti di pietrate e colpi inferti, nello specifico, con fibbie di cinta sul vetro e sul montante della macchina. Se ad oggi non esiste nessun tipo di denuncia e la storia è ancora a questo 'stadio' è soltanto per l’intelligenza dimostrata dalle persone aggredite che non pensano di dover adire alle vie legali per non dare ulteriori strascichi alla situazione o subire eventuali ripercussioni. Non trovo giusto, quindi, far passare i miei tifosi come bugiardi o millantatori. Io mi posso esporre in prima persona perché ho una visione completa degli atti e dei dati oggettivi. Ho visto foto, so alla perfezione dell’intervento della Polizia presso la struttura 'Geovillage' e io penso che in questi casi la scelta più saggia sia quella di stendere semplicemente un velo pietoso sull’accaduto. Nessuno sta tentando di millantare cose che non sono accadute. La nostra speranza è che questi episodi non si verifichino più e invito chi ha testa per pensare a riflettere prima di abbandonarsi in congetture e affermazione che possono semplicemente scatenare la reazione della parte interessata.”