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Categorie: Dilettanti - Promozione

Castelnuovese, Marcangeli: "Non chiamatelo miracolo"

Il tecnico biancoverde si gode la salvezza e ringrazia la società: "Senza di loro, tutto ciò sarebbe stato impossibile". Sul futuro: "Parleremo con il presidente e valuteremo. Una priorità? Il campo"



Alla prima esperienza in Promozione, la Castelnuovese è riuscita a mantenere la categoria vincendo lo spareggio salvezza contro la Giov. Hel. Roma. Una stagione a due facce, un cammino in cui la compagine di Zappa prima e del duo Gregori – Marcangeli dopo ha dovuto superare mille ostacoli. La svolta a dicembre, con il cambio alla guida tecnica e l'arrivo di svariati giocatori che la società ha generosamente messo a disposizione della nuova coppia di allenatori. Uno di questi è Giorgio Marcangeli, intervistato da Gazzetta Regionale a pochi giorni dal trionfo della sua squadra nel playout.

Mister, secondo te possiamo definire la salvezza della Castelnuovese un miracolo sportivo?

Beh da come eravamo partiti, con la squadra che aveva 8 punti in classifica, sicuramente abbiamo fatto tanto. Non usiamo parole inappropriate, però: i miracoli li fanno gli altri... Sicuramente è stata una grande impresa, questo sì. I primi artefici di questa salvezza sono stati i dirigenti e il presidente che in questi 5 mesi ci hanno sempre supportato in ogni modo, basti pensare al grosso sforzo fatto durante la sessione di mercato invernale. La società ci è sempre stata vicina: dal materiale ai rimborsi, alla presenza in campo non ci ha mai fatto mancare niente. Il presidente durante la settimana affittava anche dei campi sintetici per farci allenare e non essere penalizzati la domenica. Poi i ragazzi sono stati fantastici, anche se c'è voluto tempo per costruire il gruppo, per conoscersi.E' stata una piccola impresa sportiva. Io,Massimo (Gregori, l'altro allenatore della Castelnuovese, ndr) e i ragazzi abbiamo lavorato tanto, ma senza il supporto della società tutto ciò non sarebbe stato possibile.

A fine dicembre, il cambio di marcia decisivo.

Nel girone di ritorno abbiamo fatto 26 punti, che non sono pochi. Con questo ruolino di marcia da centro classifica, da dicembre in poi siamo riusciti a recuperare 8 punti al Guidonia, 13 punti alla Giov. Hel. e 16 al Fiano Romano.

Qual è stata la partita della svolta?

Secondo me è stata quella contro il Casal Barriera in casa, dove sotto di due gol la squadra si è compattata e abbiamo recuperato quella gara. Ci siamo detti che affrontando l'ultima parte di stagione con la giusta cattiveria avremmo potuto salvarci. E così è stato.

Il selfie della Castelnuovese dopo la vittoria nel playout

C'è stato un momento in cui avete pensato di mollare la presa?

Mai. Io, Massimo e i ragazzi abbiamo sempre creduto di potercela fare, consapevoli di avere le carte giuste per potercela giocare con tutti. Ci siamo sempre detti: “La classifica la guarderemo il 10 maggio alle 13.15. Se continuiamo a metterci la voglia di stare uniti fino alla fine non retrocediamo mai”. Non abbiamo mai pensato di non potercela fare.

Se lei e Massimo Gregori foste confermati per l'anno prossimo, qual è la prima cosa che chiedereste alla società?

E presto per fare questo tipo di considerazioni, al momento non sappiamo nulla. Vediamo la società cosa ci propone, se ci conferma o no. Nel calcio non si può mai sapere. Se dovessi rispondere, ti direi che la priorità è il campo. Allenarsi sulla terra e giocare la domenica sul sintetico è un handicap che la Castelnuovese ha patito in questa stagione. Sono sicuro che il presidente farà uno sforzo in questa direzione.

Un ringraziamento in particolare?

Oltre alla società, vorrei ringraziare l'allenatore e i ragazzi della Juniores, e fare un plauso a tutti i miei giocatori, che hanno dimostrato di essere un gruppo di uomini veri, prima di essere calciatori.