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Certosa, Ottobrini: “Felice, ma per ora volo basso”

Il tecnico analizza i primi successi conquistati con lucida soddisfazione. Rinviato a dicembre il giudizio più concreto



Il tecnico Alessio OttobriniPensando a una definizione per questo Certosa 2.0, ne viene in mente una: “fenice”. Il mitologico volatile di fuoco che muore e risorge dalle proprie ceneri più forte di prima. Avevamo già intervistato Alessio Ottobrini, tecnico chiamato a raccogliere la pesante eredità di mister Ferrari, quegli zero punti e un morale da ricostruire completamente. Avevamo parlato con lui poco dopo la prima vittoria per 2-0 con il Rieti, che poteva anche essere un caso, rappresentare un episodio positivo nato dal rinnovato stimolo del cambio panchina. Così non è stato. Sette punti in tre gare, vittoria con il Rieti, con la Fortitudo Calcio Roma per 3-1 e un pareggio, 1-1 con il Tor di Quinto. Mica le ultime ruote del carro. C’è spazio per un po’ di giusta (finchè sana) esaltazione, ma restiamo seri. Nessuno qui grida al miracolo, o pone il Certosa come già candidata alle finali. Ma, di fatto, un cambio di tendenza così netto rappresenta un unicum in tutto il campionato e non si può far altro che togliersi il cappello. Mai come ora, i tempi di quel Massimina-Certosa 3-0, di quell’inconsistenza, sono così lontani. Non può che gioirne mister Ottobrini che ripercorre con noi i ricordi di questi primi successi: “Con la Fortitudo siamo riusciti a dominare per buona parte della gara, i ragazzi hanno proposto l’aggressività, quel pressing alto che io tanto chiedevo. Abbiamo sofferto per dieci minuti, ma in generale ci siamo trovati a nostro agio, visto che gli avversari giocavano come noi, palla a terra. E’ stata una bellissima partita.” Si lamentava (e si vedeva) una volta una mancanza forte nel Certosa, dal punto di vista caratteriale. Ora, complici anche i risultati positivi, la formazione di Via Centocelle sembra davvero sulla buona strada: “Lo abbiamo visto sabato scorso con il Tor di Quinto. Ci hanno messo in difficoltà, soprattutto con Keies, straordinario, e siamo andati sotto. Ma nello spogliatoio ho parlato con i miei, li ho visti determinati, e nella ripresa è cambiata completamente la mentalità, tanto da portarci al goal.” E i progressi non si limitano solo alla sfera caratteriale: “Vedo la squadra migliorare di partita in partita. Penso, ad esempio, a Panza, Ranalli, Polinari… con il Rieti mi sgolavo, per farli tornare a coprire, ora Il Certosapartecipano alla manovra difensiva spontaneamente, facendo molto bene. Le difficoltà? Per ora soffriamo, a causa del fisico, le palle alte. Per questo in allenamento ci stiamo concentrando molto sui calci piazzati.” La prossima gara, per il Certosa di Ottobrini, potrebbe rappresentare uno snodo fondamentale. L’avversario di giornata sarà la Totti Soccer School, mentre, parallelamente, le dirette concorrenti saranno impegnate in gare più complesse: il Tor di Quinto con l’Accademia Calcio, la Romulea con il Massimina e l’Ostiamare con la Roma, nientemeno. Vincere la prossima potrebbe, con l’allineamento di tutte le stelle, anche portare a un duplice sorpasso: “Assolutamente si, la classifica è corta. Vincendo una gara puoi salire subito, perdendola, precipitare. Ma io rispetto tutti, la Totti Soccer è a tre punti? Non dò peso a questo numero. Preparo tutte le gare sempre allo stesso modo.” E dopo la settima giornata, il 5 dicembre per l’esattezza, ci sarà la sfida con la stessa Accademia. Due impegni molto differenti tra di loro, i prossimi, ma entrambi fondamentali: “Si, saranno partite diverse. La Totti Soccer School sarà avvelenata e determinata a fare il tutto per tutto per guadagnare punti; con l’Accademia sarà difficile, me ne hanno parlato molto bene. Per ora, però, preferisco concentrarmi sul prossimo impegno. Dove potrà arrivare il mio Certosa? Preferisco volare basso e raffreddare l’entusiasmo, per prudenza. Faccio un esempio: dopo il pari con il Tor di Quinto ho visto negli spogliatoi il sorriso sui volti dei miei. Lì mi sono arrabbiato, anche se non ce n’era bisogno, perchè i miei ragazzi devono assimilare una mentalità in cui il pareggio, anche se trovato con il Tor di Quinto, non gli deve star bene. Dobbiamo sempre puntare a migliorarci, non possiamo ancora dire fin dove possiamo spingerci. Ne riparleremo.”