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Circonvallazione Nomentana, ieri sera il secondo step del percorso partecipativo per la riqualificazione

Fissato per il 21 gennaio il prossimo e ultimo dei tre incontri guidati da "La Sapienza"



La lettera che il presidente del secondo municipio, Gerace, ha inviato nel settembre 2013 al sindaco MarinoIeri sera nella sala cittadina di via Boemondo, stazione Tiburtina, è andato in scena il secondo atto del percorso partecipativo per la riqualificazione della circonvallazione Nomentana. Percorso, ricordiamo, per il quale il secondo municipio ha chiesto la mediazione dell'Università "La Sapienza" dipartimento Scienze Sociali. Percorso da svilupparsi su tre step, il primo dei quali in scena nel mese di dicembre  che ha visto la presentazione dei progetti di riqualificazione; il secondo, quello di ieri sera,  l'esposizione del parere dei cittadini in merito agli stessi. Facciamo un passo indietro. Ricordiamo che i progetti di riqualificazione attualmente in essere sono quattro. Il primo, quello del comune di Roma, il secondo, quello del Dipartimento Pianificazione e Design dell'università "La Sapienza", quindi il progetto presentato dall'associazione Rinascita Tiburtina, progetto realizzato minuziosamente in base ai pareri e alle esigenze  degli abitanti della stessa circonvallazione e, infine, il progetto/non progetto dell'associazione Res, che continua a portare avanti la proposta dei giardini agronomici. Progetto/non progetto perché il suddetto studio, ad onor del vero, non ha ancora presentato un vero e proprio elaborato per la riqualificazione della vecchia tangenziale, ma solo l'espressa volontà di trasformarla in area verde. I primi tre citati hanno un elemento in comune, ovvero mantenere la circolazione sulla vecchia tangenziale, declassata a strada cittadina. L'ultimo, quello dello studio Res invece, vorrebbe chiudere al traffico i due chilometri di strada fra la stazione Tiburtina e batteria Nomentana, realizzandovi i cosiddetti giardini agronomici. Ciò che è emerso chiaramente dalla tavola rotonda di ieri sera è che nessuno vorrebbe la chiusura al traffico della circonvallazione, pur evidenziando le criticità in essere e che andrebbero ad aumentare col restringimento della carreggiata, frutto dei mancati svincoli della nuova tangenziale, in particolare quello di via Lanciani, oltretutto previsto nel contratto tra Comune, Rfi e Ministero dei Lavori Pubblici concluso nel lontano 2000. Posto ciò, questo progetto partecipativo che vedrà il prossimo mercoledì 21 gennaio la sua conclusione, dovrebbe far emergere la volontà dei cittadini, ovvero quale fra i progetti presentati gli abitanti vorrebbero si realizzasse. Dopodiché? Un'amara verità è emersa proprio ieri sera dal vice presidente del secondo municipio, Emanuele Gisci. Il Municipio Roma II non ha i fondi necessari per realizzare qualsivoglia progetto. Bisognerà battere cassa a Roma Capitale e possiamo immaginare, vista la situazione in cui versano le finanze capitoline, la risposta. E allora viene d'obbligo domandarsi il perché si è data vita a questo percorso partecipato, perché si è chiesto il coinvolgimento dei cittadini per una riqualificazione che, con grande probabilità, non potrà essere compiuta nei prossimi anni. C'è un progetto, fra i quattro presentati, che potrebbe essere realizzato con i fondi dell'Unione Europea, senza per questo andare a gravare sulle casse cittadine e che, perciò, potrebbe essere attuato con più facilità. Si tratta di quello dello studio Res. I giardini agronomici troverebbero il sostegno dell'Europa in un percorso di sostenibilità ambientale. Non dimenticando la lettera che il presidente del secondo municipio, Giuseppe Gerace, ha inviato nel settembre 2013 al sindaco Marino, del quale ripubblichiamo una copia, lasciamo a ciascuno le proprie conclusioni.