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Categorie: Dilettanti - Serie D

Ciro Montella: "L'Aprilia uscirà da questo periodo negativo"

Il direttore sportivo delle rondinelle traccia un primo bilancio della stagione, rivelandosi positivo per il futuro



Alla vigilia dell’undicesima giornata, in casa Aprilia è tempo di bilanci. La posizione in classifica non è delle migliori, ma l’obiettivo salvezza è ancora ampiamente alla portata. Per questo motivo tutte le critiche piovute sulla squadra, sull’allenatore e anche sulla società sono sembrate eccessive ai diretti interessati. A rispondere in prima persona ai detrattori e ai tifosi scontenti arriva il direttore generale delle rondinelle, Ciro Montella.

Lo scorso anno l’idea di puntare sul vivaio fu molto apprezzata ed i risultati supportarono la vostra scelta. Quest’anno le prestazioni continuano ad essere di buon livello ma i risultati latitano. È ancora la scelta giusta?
Siamo convinti di si. Abbiamo iniziato questo progetto io, in qualità di direttore generale, Ivano Tassinari, come presidente, e Mauro Fattori, in veste di tecnico. L’anno scorso le cose sono andate bene e abbiamo avuto molti elogi, ora che i risultati sono negativi arrivano le critiche. Ma noi siamo convinti che un risultato positivo ci possa dare la linfa giusta per riprendere il cammino verso la salvezza ed uscire da questo periodo negativo.

Ciro MontellaAlcuni pensano che oltre all’età media il problema sia stata la campagna acquisti. Secondo molti non sono arrivati giocatori in grado di far fare il salto di qualità alla squadra, indicando i dati sui gol segnati e subìti come specchio della situazione. Lei che ha il compito di fare mercato come risponde?
Che siamo ultimi in classifica, segniamo poco e siamo in un periodo complicato è un fatto oggettivo. Ma è anche vero che in molte occasioni non abbiamo avuto la possibilità di avere la rosa completamente a disposizione. Come esempio cito l’ultima gara casalinga, con la capolista Nardò. Siamo arrivati alla partita con tre squalificati e cinque indisponibili a causa di infortuni. E nonostante otto assenze la prima in classifica ha vinto nei minuti di recupero soffrendo il nostro gioco e la nostra prestazione. Rispetto allo scorso anno sono convinto che la squadra sia migliorata, che abbia più qualità. Ma è difficile fare confronti perché è cambiato il girone in cui giochiamo: il Girone H è più difficile del Girone G. Ho costruito la squadra, seguendo anche le indicazioni di mister Fattori, nella maniera più adeguata per affrontare quello che credevamo sarebbe stato il nostro Girone, ovvero il “G”. Ad un settimana dall’inizio del campionato è arrivata l’inattesa notizia della nostra partecipazione al Girone H. Ora sappiamo che avremmo dovuto fare qualcosa di differente, ma non abbiamo avuto la possibilità di farlo. Ciononostante, rimaniamo tutti fermamente convinti di avere le qualità giuste per arrivare al nostro obiettivo, che non è la vittoria del campionato ma la salvezza. Forse questo non era chiaro a tutti...

Forse è per questo, per il fatto che non tutti ricordano che l’obiettivo è la salvezza, che arrivano così tante critiche. O forse perché lo scorso anno sono stati abituati troppo bene...
In realtà c’era anche chi criticava anche lo scorso anno, le critiche fanno parte del gioco. Ma è facile sparare a zero su una squadra che fatica a fare risultati invece di fare critiche costruttive. La differenza è tutta qui: chi critica dovrebbe farlo in modo positivo, proponendo magari delle soluzioni ad eventuali problemi riscontrati. Non abbiamo bisogno che ci vengano a dire che siamo ultimi, lo sappiamo anche noi. Se poi le critiche arrivano sul fronte dei giocatori presenti in rosa va anche detto che le squadre più in vista del Girone hanno a disposizione giocatori importanti, ma la domenica portano allo stadio 3.000 (temila) persone. Noi non abbiamo la possibilità di contare su questo tipo di entrate, ma chi spara a zero sul nostro lavoro evidentemente non prende in considerazione questo aspetto.

Da alcune giornate è iniziata la caccia a mister Fattori, con qualcuno che chiede la testa dell’allenatore o ne invoca addirittura le dimissioni come “atto di dignità”. Qual è la posizione della società sul lavoro dell’allenatore?
Ognuno fa le sue valutazioni sull’operato del mister. Ma noi all’interno della società abbiamo la massima fiducia nel suo lavoro. Il cambio in panchina si renderebbe necessario nel momento in cui la squadra non seguisse più le sue indicazioni, ma in quel caso lui stesso sarebbe il primo a farsi da parte. Il problema non è che la squadra non segue il tecnico o il mister non riesce a far capire ai giocatori cosa vuole vedere sul campo. Le prestazioni sono sempre state di buon livello in questa stagione, sono i risultati che non sono arrivati. Certo, in qualche partita avremmo potuto far meglio, ma non si può pensare di fare 34 gare sempre al massimo, qualche giornata storta è sempre messa in conto. Il nostro problema è che anche quando abbiamo fatto ottime partite non siamo riusciti a portare a casa i punti che meritavamo. La squadra risponde alle sollecitazioni dell’allenatore, lo si vede in campo, quindi allo stato attuale delle cose non c’è la necessità di sostituire la guida tecnica.