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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Città di Ciampino, Carnevali: "Il nostro segreto? I giovani"

Il centrocampista si racconta: "Vogliamo vincere il campionato, qui c'è un grande gruppo e ragazzi che si allenano con umiltà. Rinforzi? Servono gli uomini giusti"



A 37 anni è ancora un giocatore decisivo e uno dei più forti della categoria: Tiziano Carnevali ha scoperto una seconda giovinezza al Città di Ciampino. Difensore centrale o centrocampista, è uno dei migliori per rendimento della capolista, che ieri si è anche qualificata ai quarti di finale di Coppa Italia. Con lui abbiamo analizzato il grande inizio di campionato della squadra, soffermandoci sulla prossima riapertura del mercato e sulla sua carriera, passando anche per l'esperienza da allenatore che sta affrontando con i 2007 aeroportuali.

La vostra rosa è un mix perfetto tra giocatori esperti di spessore e under di grande prospettiva. 

“In questo momento il nostro segreto sta proprio in questo gruppo. I complimenti maggiori, però, vanno fatti proprio ai giovani, che stanno affrontando questa esperienza in Eccellenza dando ascolto ai compagni più grandi con umiltà e dedizione, allenandosi con grande intensità. In questa categoria se hai under in gamba stai un passo avanti alle avversarie”.

Tiziano Carnevali ed Enrico CitroSembra che solo l'Artena riesca a tenere il vostro passo in campionato. 

“Vero, ma è noto che nel girone di ritorno possano cambiare gli equilibri con la riapertura del mercato, anche se non sempre rinforzarsi è un bene. Sicuramente l'Artena e l'Itri sono le squadre che mi hanno impressionato di più, la Vis ha un ottimo allenatore e giocatori importanti. Penso che ci siano formazioni che possono ancora entrare in corsa, comunque noi stiamo lì e proveremo a vincere il campionato”.

Ti aspettavi così tante difficoltà per il Gaeta e, soprattutto, il Cassino? 

“Pensavo fossero le favorite del raggruppamento, ma solo con i nomi non si vincono i campionati. Servono tante altre componenti. Puntavo forte soprattutto sui biancorossi, hanno un grandissimo potenziale davanti, ma la retroguardia subisce troppe reti e senza difesa è difficile primeggiare. Anche il Cassino ha deluso le attese, evidentemente è mancato qualcosa”.

A dicembre auspichi rinforzi o non toccheresti questo gruppo? 

“Guardando solo la classifica ti dovrei dire che non serve nessuno. Invece da calciatore esperto sono convinto che qualche rinforzo possa essere utile. Siamo solo otto grandi e vanno tenute in conto squalifiche e infortuni. Servono giocatori che possano dare una mano con la giusta umiltà, senza pretendere posti da titolare e consapevoli che arrivano in una squadra già forte. Se prenderemo uomini di questo tipo sarà tutto di guadagnato”.

Difensore centrale o centrocampista, stai dimostrando di fare ancora la differenza. 

“Dietro mi riposo di più (ride,ndr). Ho una certa età, ma ho ancora grande entusiasmo e finché il fisico regge e ho voglia di allenarmi andrò avanti. Se sto bene lo devo anche al nostro preparatore atletico, Giuseppe Porcella, che sta facendo un grandissimo lavoro”.Tiziano Carnevali

Un giocatore che vorresti sempre avere in squadra? 

“Ce l'ho già, Enrico Citro. Un ragazzo eccezionale e un ottimo calciatore. Faccio anche il nome di Luca Di Gioacchino, che purtroppo a inizio stagione ha preferito fare un'altra scelta per motivi di lavoro, un gran difensore con cui ho mantenuto uno splendido rapporto e che sento spesso. Chiudo con Marco Sfanò: è approdato tra i professionisti e lo merita. Gli auguro di rimanerci perché ha il talento per arrivare in alto. Un difensore centrale che segna sette-otto gol a campionato è un lusso. Se poi decidesse di voler scendere di categoria lo accoglierei a braccia aperte...”.

Stai allenando i bambini del 2007, ti piace? 

“E' un'esperienza meravigliosa, mettono grande passione e hanno voglia di migliorare. Sono la parte più bella del calcio, non essendo ancora smaliziati come i ragazzi più grandi. Il Città di Ciampino è una grande società e chiediamo ai genitori, che purtroppo spesso eccedono nei loro atteggiamenti, di rimanere in silenzio durante le gare. Qui il risultato non conta, giocano anche i ragazzi meno dotati e l'unico obiettivo è farli divertire e migliorare. Mi rivedo in questi bambini e cerco di mettere a disposizione la mia esperienza”.

Qual è stata l'esperienza più bella della tua carriera? 

“L'anno in B con la maglia dell'Avellino agli ordini di Zeman: c'erano il Genoa di Milito, il Cagliari di Zola e tanti altri squadroni. Ho affrontato trasferte meravigliose. Con la Nocerina, però, sono diventato veramente giocatore: è una piazza importantissima che mi è rimasta nel cuore, spero riesca a risollevarsi da un periodo buio e tornare nelle categorie che merita”.

Il giocatore più forte che hai conosciuto? 

“Giovanni Stroppa, con cui ho avuto la fortuna di giocare per sette mesi proprio ad Avellino. Mi ricordo che mi era capitato di vedere in televisione le immagini di Milan – Olimpia Asuncion del 1990 di Intercontinentale, vinta dai rossoneri con la doppietta di Rijkaard e un suo gol, e lo avevo accanto... Una persona umilissima, pronta a dare dei consigli ai giocatori più giovani e che si faceva prendere in giro. Un grande calciatore e un grande uomo”.