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Categorie: Dilettanti - Promozione

Città di Ciampino, parla il presidente Cececotto: "C'è un grande gruppo e voglia di vincere"

Il massimo dirigente del club è soddisfatto della prima fase della preparazione: "Vedo segnali importanti: dopo cinque anni stiamo aprendo una nuova fase"



Il presidente Cececotto, Vichi, Drago e BaioccoDurante l’allenamento del Città di Ciampino agli ordini di mister Enrico Baiocco, abbiamo incontrato il presidente Antonio Paolo Cececotto, che ci ha concesso una lunga intervista, in cui ha svariato dalla Promozione alla scuola calcio. La prossima stagione sarà importante per il club aeroportuale: è stata costruita una rosa della prima squadra di grande livello per cercare di raggiungere il massimo campionato regionale, ma non verrà trascurato il settore giovanile, che può vantare una categoria in Elite e le altre nei Regionali. La scalata del club nelle ultime stagioni è stata importante, adesso si punta ad un ulteriore salto di qualità.

Avete costruito un gruppo di grandissimo spessore con un mercato chiuso con il botto grazie all’arrivo di Diego Tornatore. L’obiettivo dichiarato è l’Eccellenza. 

“E’ stata una campagna acquisti che riapre un ciclo: i primi cinque anni di questa società ci hanno fatto arrivare fin qui. Avevamo degli obiettivi che abbiamo raggiunto: 410 bambini nella scuola calcio (con le iscrizioni per la prossima stagione che sono già complete), aver portato tutte le categorie giovanili nei regionali e un Elite e la prima squadra dalla Seconda Categoria in Promozione. Adesso abbiamo posto le basi per poter fare il salto. Voglio sottolineare che il nostro obiettivo non è solo quello di avere ottimi giocatori, ma anche crescere uomini di un certo spessore: aver vinto tre Coppe Disciplina da quando siamo qui è motivo di vanto”. 


Il fatto che in tanti, a partire da mister Baiocco, abbiano deciso di scendere di categoria pur di abbracciare il vostro progetto è indicativo della vostra serietà. 

“Sono felice che in giro si parli bene di noi.  Sono una persona che sta dietro le quinte e non mi piace apparire, sapere che si apprezza la nostra serietà è un bene”. 


Quali sono le sue prime impressioni durante questa fase iniziale del ritiro? 

“Il gruppo mi sembra già coeso: i ragazzi dovevano iniziare la preparazione più tardi, ma hanno chiesto di poter cominciare prima, rinunciando a parte delle loro ferie. Un’altra cosa che mi ha impressionato positivamente, è vedere oggi a pranzo che a tavola giovani e vecchi erano seduti insieme e non divisi, come spesso capita, e questo è un segnale importante. Così come è da sottolineare il comportamento di gente come Carnevali, Figlioli o Tornatore che alla chiusura dell’allenamento vanno a raccogliere i francesini, dando l’esempio a tutti: senza uno spogliatoio coeso non si vince”. 


Come giudica il lavoro di Baiocco? 

 “Sta dando grande tranquillità al gruppo, penso che le premesse per fare bene con lui ci siano tutte. Poi ci sono tanti fattori che si devono incastrare per ottenere il risultato”.

C’è un giocatore in particolare che le piacerebbe portare un giorno al Città di Ciampino? 

“A oggi tutti quelli che erano i nostri obiettivi li abbiamo centrati: sia prima con il direttore Paci che con Drago abbiamo sempre ingaggiato gli atleti che volevamo. Da Santoni, fino a Cortese, Della Luna, Gavini, Maranella e Scolaro: tutti atleti che hanno fatto la storia e che devo ringraziare. Hanno tutti deciso di scendere per venire da noi, proprio per la nostra serietà. Qui non girano chissà quali rimborsi come si dice in giro: semplicemente diamo fino all’ultimo e anche qualcosa in più di quel poco che concordiamo”.

Si aspetta un girone C estremamente competitivo? Quali sono le avversarie che teme maggiormente? 

“E’ un raggruppamento sempre difficile. Temo la Lepanto: l’amico Stefano Bianchi costruisce sempre rose di spessore, ma c’è anche il Guidonia. Vanno tenute d’occhio pure Torrenova e La Rustica, che possono dare fastidio”.

Che obiettivi vi siete prefissati per il settore giovanile? 

 “Vogliamo attuare sempre la politica dei piccoli passi. La speranza è di portare nei prossimi cinque anni tutte le categorie in Elite, ma sempre con la stessa filosofia, senza fare drammi nel caso dovessimo retrocedere o non arrivare. Voglio ringraziare quei genitori che hanno deciso di far rimanere i propri figli nel nostro club qualunque fosse la categoria, proprio perché hanno apprezzato l’ambiente sano e il modo in cui facciamo crescere i ragazzi. Negli ultimi anni, inoltre, abbiamo mandato tre bambini alla Roma, uno alla Lazio e un ragazzo in prova alla Sampdoria: non capita solo nei grandi club di settore giovanile… In più organizziamo due tornei importanti a stagione, con squadre professionistiche: abbiamo avuto l’onore di ospitare la Samp e il Perugia e anche il prossimo anno ospiteremo club importanti”.

Lei è molto legato al Morena, la cui prima squadra purtroppo è retrocessa malamente nella scorsa stagione in Promozione. Per lei deve essere stato un grande dispiacere. 

“Ho grande affetto per il Morena, ci ho giocato e resto legato a quell’ambiente. L’esperienza lì è stata bellissima e a costo zero con la famiglia Muzzi siamo arrivati dalla Terza Categoria fino alla Promozione: perderla così è stato brutto. I Fabrizi, comunque, stanno facendo un buon lavoro e con loro c’è una collaborazione in piedi: abbiamo girato diversi nostri ragazzi per poterli aiutare”. 


E’ un momento di profonda crisi per il calcio. Cosa cambierebbe per aiutare il movimento? 

“Noi siamo stati i promotori dell’abbassamento dei prezzi della scuola calcio. Facevamo un prezzo per le famiglie di 190 euro comprensivi del kit. Siamo rimasti con una quota molto bassa, circa 350 euro a stagione, nonostante i costi delle utenze siano più che triplicati. In più abbiamo un servizio navetta per dare una mano alle mamme. Si dovrebbe fare di più, invece si toglie al dilettantismo per dare al professionismo, quando dovrebbe essere l’opposto, visto che i prof hanno il grande aiuto economico dei media. Il dilettantismo vive delle passioni degli imprenditori, dei genitori che danno una mano facendo i dirigenti o delle mamme che lavano i completi. Poi, purtroppo, ci sono alcuni genitori che pensano che il proprio figlio sia già un campione e capita che si vedano brutte scene sugli spalti. Noi abbiamo cercato di dare delle regole precise per evitare questo e devo dire che stanno funzionando molto bene”.

Modificherebbe la normativa sugli under? 

“Sì, perché con la regolamentazione attuale il ragazzo classe 1993, che lo scorso anno era fondamentale, ora ha grande difficoltà a giocare. Limiterei, invece, il numero dei grandi in campo. In Eccellenza deve giocare obbligatoriamente un classe 1997: come fa a rapportarsi a un giocatore esperto, senza nemmeno avere lo sviluppo fisico adatto”. 


In chiusura il presidente tiene a fare dei ringraziamenti. 

“E’ doveroso elogiare tutti i calciatori che non fanno più parte della rosa ma che hanno contribuito a portarci fin qui dalla Seconda Categoria. Non mi scordo del grande lavoro di mister Colantuoni, che ha fatto vedere in questi anni anche splendide partite: poi, ovviamente, a un certo punto i cicli finiscono e si deve cambiare per fare il salto di qualità. Ringrazio infine i soci della Polisportiva che fanno un lavoro fondamentale nell’ombra: Fortuna e Tarquini, che vivono la società con me, fino a Pileri,  Priori, Graziani e Altissimi, che si muovono dietro le quinte. Senza di loro non avremmo un centro sportivo così bello e curato e non saremmo cresciuti così tanto”.