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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Città di Fiumicino, Di Fiandra: "Sappiamo di dover vincere"

Il bomber dello Sporting ha segnato una tripletta al Fonte Nuova: "Pressioni? Macchè. Ai più giovani consiglio di trovarsi un lavoro da coniugare al calcio"



E' uno dei bomber più prolifici del massimo campionato regionale degli ultimi anni: classe 1985 e numeri da rapace d'area di rigore, 134 gol segnati in Eccellenza, 30 in Promozione e 2 in Serie D. Ciro Di Fiandra nel giro di quattro giornate si è subito ripreso la cima della classifica cannonieri con quattro reti, grazie alla tripletta segnata domenica con il Fonte Nuova. Con l'attaccante abbiamo analizzato questa prima parte di stagione del suo Sporting Città di Fiumicino, una delle principali candidate alla vittoria del campionato.

Ciro Di Fiandra Foto © Laura Del GobboOtto punti in quattro gare, è un bottino che vi soddisfa? 

“Penso sia stato un avvio positivo, anche se avrebbe potuto essere migliore. Resta il rammarico per la mancata vittoria con il La Sabina, dove a mio giudizio avremmo meritato di fare bottino pieno. Giusto, invece, il pari con l'Atletico Vescovio, contro cui non ci siamo espressi al meglio. Quest'anno penso che il girone A sia più competitivo e si devono commettere meno passi falsi possibili”.

Domenica hai segnato una tripletta che ti ha riportato in vetta alla classifica cannonieri con Fanasca, Tabarini e Toscano. 

“Sono molto felice per la mia prestazione e quella di tutta la squadra. Ho segnato alla prima giornata e non nego che essere rimasto a secco nelle due successive mi aveva fatto venire un po' di ansia. La scorsa stagione sono stato molto costante, spero di ripetermi”.

In questo campionato partite con i favori del pronostico, sentite la pressione di essere in pole per la promozione? 

“La pressione la sente chi si sveglia alle sei di mattina per andare a lavoro e mantenere la famiglia, non noi calciatori a questo livello. Siamo consapevoli della nostra forza e di dover vincere il campionato, ma penso che anche Ladispoli, CreCas, Acquapendente, Civitavecchia e Monterosi abbiano il nostro stesso obiettivo. Purtroppo in questo sport vince solo uno: noi abbiamo tutte le carte in regola per farcela”.

Conosci da diverso tempo mister Scudieri, che rapporto si è instaurato? 

“Sicuramente ottimo, sono cresciuto con lui nel settore giovanile e sono ormai tre anni che mi allena nel dilettantismo”.

Davanti siete tanti e presto sarà disponibile anche un altro pezzo da novanta come Maurizio Alfonsi. 

“Penso che per un allenatore sia fantastico avere un parco attaccanti del genere. Sarà difficile giocare tutti insieme e servirà sacrificio. Il campionato è lungo e c'è anche la coppa: ci sarà spazio per tutti”.

C'è qualcuno dei tuoi compagni che ti ha impressionato? 

“Se devo fare un nome dico Nanni: ci avevo già giocato contro, ma vedendolo spesso mi rendo conto che è davvero sprecato per queste categorie”.

Hai qualche rammarico nella tua carriera? 

“Sinceramente penso che se non sono riuscito a fare di più è perché non lo meritavo. L'occasione ce l'ho avuta nel 2009 quando la Sangiovannese in Serie C mi aveva proposto un biennale, ma non me la sono sentita. Comunque se potessi tornare indietro direi ancora di no: mi sono accontentato di essere uno dei migliori in queste categorie. Sono pochissimi quelli che riescono ad arrivare in Serie A o B da questi campionati, paradossalmente dal punto di vista economico può essere meglio l'Eccellenza che la Serie C”.

Che consiglio daresti ai giovani calciatori? 

“Di trovarsi un lavoro che permetta di coniugare anche gli allenamenti. E' importante costruirsi un futuro: ci sono riuscito solo da poco tempo e il rammarico è non averlo fatto prima”.